Uk, Immigrazione: Il Mac contro le nuove norme di Cameron. “Potrebbero causare danni all’economia”

L’Ufficio per l’immigrazione frena sul pacchetto anti-immigrazione del governo Cameron. Potrebbe favorire l’espansione all’estero delle imprese britanniche e abbassare la qualità della ricerca universitaria

Il premier inglese, David Cameron, in accordo con il programma elettorale che gli ha permesso di vincere le elezioni a maggio, ha annunciato una stretta sull’immigrazione. Le misure messe in campo riguardano sia i migranti dell’Unione Europea sia quelli extra-comunitari. Su questi ultimi, però, il comitato consultivo dell’ufficio immigrazione, Migration Advisory Committee (MAC), esorta ad un atteggiamento più cauto di quello palesato finora: le nuove leggi potrebbero avere effetti molto negativi sull’economia britannica.

A giugno, il governo monocolore dei Tories ha varato una norma che impone ai lavoratori extra-Ue rego­lari di guadagnare non meno di 35 mila sterline annue, pena l’espulsione dal Regno Unito. Inoltre, secondo alcune importanti testate inglesi, Cameron starebbe valutando l’ipotesi di impedire agli studenti non comunitari iscritti nei col­lege di richiedere il permesso di lavoro. Questa manovra contrasterebbe quella che i conservatori continuano a definire una forma di “immigrazione mascherata“.

Come riportato dall’Indipendent, il pacchetto di norme anti-migranti non piace affatto al Mac. Per l’ente indipendente, infatti, rimettere in discussione il Tier 2 per i visti di ingresso, che già richiede un Certificato di Sponsorship da parte di un datore di lavoro della Gran Bretagna, potrebbe creare problemi di reclutamento per le imprese e abbassare la qualità della ricerca universitaria.

In sostanza, nel suo rapporto, il Mac afferma che le aziende saranno tentate dall’espandersi all’estero: “alcune aree di business potrebbero crescere in altre parti del mondo, a scapito dell’economia del Regno Unito“. Mentre per quanto concerne l’istruzione, il Comitato avverte che i migliori talenti globali, alla luce delle chiusure del governo, finiranno per concorrere per assegni di ricerca in università straniere.

David Metcalf, presidente del MAC, ha dichiarato a riguardo: “Chiediamo all’esecutivo di essere cauto nel fare cambiamenti significativi sulle soglie di stipendio“, perché circa “16mila persone rischiano di finire fuori dal mercato del lavoro“. Dello stesso avviso è il sindacato del personale medico.

Il Royal Col­lege of Nur­se­ring, già inviperito per le nuove norme sindacali annunciate da Cameron, ha detto chiaramente alla fine del mese scorso che la revisione dei tetti salariali potrebbe provocare un danno non da poco al servizio sanitario nazionale. 3mila e 300 infermiere straniere potrebbero essere costrette a fare rientro nei Paesi di origine entro il 2017.

Il governo si è limitato ad una replica laconica allo studio del Mac. Attraverso un portavoce, ha commentato nel seguente modo: “Ringraziamo il Migration Advisory Committee per il loro rapporto. Prenderemo in considerazione le sue conclusioni e risponderemo a tempo debito“.