L’ucraino Igor Markov rifiuta l’estradizione

L’oppositore ucraino ha dichiarato di sentirsi un “perseguitato politico”

14 agostoIgor Markov, l’oppositore filorusso arrestato mercoledì a Sanremo su mandato d’arresto dell’Interpol chiesto dal governo di Kiev che lo ritiene responsabile delle violenze ai danni di alcuni manifestanti scoppiate durante a una manifestazione a Odessa nel 2007, ha rifiutato l’estradizione in Ucraina. L’udienza si è tenuta tra le 11 e le 12:15.

Audito dal Presidente di Corte d’Appello Francesco Mazza Galanti Markov ha dichiarato sostanzialmente il suo status di un perseguitato politico. Dopo la convalida dell’arresto l’ucraino è stato tradotto nuovamente al carcere di Sanremo: le autorità ucraine hanno ora 40 giorni di tempo per inviare a Genova gli atti processuali relativi all’oppositore filo russo, in modo che il procuratore generale possa istruire il procedimento che discuterà nel merito l’estradizione. Per arrivare all’udienza vera e propria potrebbero passare anche diversi mesi. Il limite di custodia cautelare fissato in questi casi è di un anno.

L’ex premier ucraino Mykola Azarov, intervistato dal quotidiano Repubblica a Mosca, dove si è rifugiato, spiega come i giudici italiani debbano accogliere la richiesta Markov, chiaramente “un perseguitato politico”:

“Markov è stato prosciolto in istruttoria già nel 2007. Poi arrestato per una manovra di palazzo nel 2013. Infine liberato e restituito alla dignità di deputato subito dopo la fuga di Janukovich. Inoltre il presunto reato riguarda un pugno sferrato durante una rissa che provocò appena un labbro spaccato. Avete mai visto l’Interpol muoversi per sciocchezze simili? […] È una scusa ridicola per arrestarlo. Come può l’Italia accettare una cosa simile? Questo di Markov è un test cruciale su quale sia la concezione europea dei diritti umani. […] Markov rischia la vita, a Kiev c’è ormai uno Stato nazista con migliaia di detenuti politici, uccisioni mirate di giornalisti scomodi. In quale Paese europeo si vietano i libri che criticano il governo, si esalta liberamente la figura di Hitler, si uccidono gli oppositori? […] La Russia ci accoglie e ci tutela ma non ci chiede conto delle nostre iniziative politiche.”

ha dichiarato Azarov al quotidiano italiano.

13 agosto 2015 – All’alba di oggi a Sanremo è stato arrestato Igor Markov (Ігор Олегович Марков), 42enne ex deputato del parlamento ucraino, da tempo considerato uno dei principali leader dell’opposizione filorussa. Markov si trova ad alcuni anni in esilio in Russia ed è arrivato a Malpensa martedì scorso con un volo da Mosca. Una volta atterrato la polizia deputata al controllo dei passaporti lo ha trattenuto a lungo perché sulla banca dati dell’Interpol risultava un fascicolo a suo nome.

Sulla testa di Markov pende infatti un mandato di cattura internazionale emesso dall’Ucraina, che chiede il suo arresto e l’estradizione per fargli scontare una pena relativa a dei disordini di piazza avvenuti nel 2007 ad Odessa, dei quali Markov sarebbe stato il promotore. La polizia di frontiera, dopo aver contattato il Ministero degli Interni, ha comunque lasciato passare Markov che esibiva un passaporto russo con permessi da diplomatico. Da quando ha lasciato l’aeroporto l’uomo è stato tenuto sotto controllo, pedinato in modo costante.

A Malpensa Markov ha affittato un auto ed ha raggiunto la riviera ligure, per la precisione Sanremo, dove aveva prenotato una stanza all’Hotel de Paris, un albergo a quattro stelle lusso. Il giorno stesso ha lasciato l’albergo per dirigersi verso il confine con la Francia, ma a Ventimiglia le autorità italiane lo hanno nuovamente trattenuto a lungo prima di lasciarlo passare. Dopo aver trascorso la serata con due uomini d’affari russi, in loro compagnia ha fatto rientro a Sanremo, dove la polizia lo aspettava per arrestarlo. Markov non ha opposto resistenza, mentre i due russi sono stati rilasciati dopo essere stati identificati.

Nella sua stanza d’albergo è stato ritrovato anche un passaporto ucraino da diplomatico. In questo momento Markov si trova nel carcere di Valle Armea e domani mattina la Corte d’Appello di Genova dovrà valutare il suo caso e quindi la sua estradizione. La vicenda è molto spinosa e l’Italia rischia di confrontarsi nuovamente con un caso simile a quello di Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Muxtar Äblyazov, arrestata dalle autorità italiane e poi consegnata nelle mani del Kazakistan, ovvero degli oppositori politici del marito.

Cosa farà adesso l’Italia con Markov? Su di lui pende una richiesta di estradizione ma, una volta consegnato nelle mani degli ucraini, al dissidente filorusso potrebbe capitare qualsiasi cosa. Si rischia anche un incidente diplomatico con il governo russo che a Markov ha fornito protezione ed anche un passaporto per permettergli di venire in Europa per ottenere appoggio e finanziamenti per il suo “Comitato nazionale per la salvezza dell’Ucraina“, che vorrebbe riportare la stessa sotto l’egemonia russa. Il caso è davvero ricco di insidie ed ora l’Italia si trova stretta tra due fuochi.