Bolivia, Evo Morales: “Pronti a riaprire le relazioni diplomatiche con gli Usa”

Morales: “Dopo la riapertura dei rapporti con Cuba e l’Iran, noi non possiamo stare fuori dal nuovo contesto politico”

Il Presidente della Bolivia, l’indigeno Aymara Evo Morales, ha incontrato ieri il responsabile capo degli affari statunitensi nel Paese, Peter Brennan. Entrambi, alla fine del colloquio, hanno auspicato un ritorno a rapporti diplomatici più sereni tra Washington e La Paz.

Ecco cosa ha detto a riguardo il mandatario:”Siamo qui oggi per riallacciare buone relazioni con gli Stati Uniti […] L’America in passato ha detto che non avrebbe mai avuto relazioni con Cuba e l’Iran; ora l’America ha buone relazioni con Cuba e l’Iran e non possiamo stare fuori da un importante e rinnovato contesto politico” (Via laprensa.com). Per parte sua, Brennan, ha replicato con ottimismo: “Vediamo interessi comuni su cui possiamo lavorare per migliorare le nostre relazioni“.

Morales è stato eletto Presidente nel dicembre del 2005, e poi ancora nel 2009 e nel 2014. Dopo il governo di Gonzalo Sánchez de Lozada (in carica fino al 2003), che promosse la privatizzazione selvaggia dell’acqua e una pessima gestione dei proventi provenienti dal commercio del gas, Evo riuscì ad andare al potere sostenuto dal Mas (Movimento per l’Avanzamento del Socialismo). Da allora il suo atteggiamento nei confronti degli Stati Uniti, che hanno sempre avallato una politica “predatoria” nei confronti della Bolivia, è stato sempre di chiusura.

Le tensioni tra i due paesi sono arrivate al loro apice nel 2008, quando Philip Goldberg, l’ambasciatore statunitense a La Paz, accusato di complottare con l’opposizione conservatrice per rovesciare il governo, fu espulso. Gli Stati Uniti, allora, replicarono alla stessa maniera, allontanando dal paese Gustavo Guzman, ambasciatore boliviano a Washington.

Attenzione, però, ciò nuo vuol dire che il commercio tra i due paesi abbia risentito della impasse diplomatica. Nel periodo 2005-2014, le esportazioni boliviane verso il mercato degli Stati Uniti è aumentato del 423%, raggiungendo il picco più alto nel 2014 con 2.011 milioni di dollari (dati dell’Istituto del Commercio Estero boliviano). Morales non avrebbe mai potuto fare a meno dell’export delle materie prime, architrave della sua politica economica. Ricordiamo, a tale riguardo, che l’industria rappresenta appena il 16% del Pil della nazione sudamericana.

Questa politica, sebbene abbia finanziato vasti programmi di aiuti alla povertà, è molto rischiosa, soprattutto se si verificasse un crollo della domanda estera. In ogni caso, nel breve periodo è difficile abbandonarla, e per questo motivo è importante saldare i rapporti con gli Stati Uniti. Ciò è reso necessario anche dalla contrazione della domanda dell’Argentina e del Brasile, che attualmente si trovano in difficoltà.

A questo punto è lecito chiedersi: dopo la svolta con Teheran e L’Avana, Barack Obama riaprirà le relazioni diplomatiche anche La Paz? Mai dire mai, ma, a nostro avviso, è complicato un cambio di rotta ora: l’inquilino della Casa Bianca sta per concludere il suo mandato e non è ancora certo che il Congresso ratifichi l’accordo sul nucleare con l’Iran.