Putin porta il Kirghizistan nella Uee (Unione economica eurasiatica)

Uee: A Russia, Bielorussia, Kazakistan e Armenia ora si aggiunge anche il Kirghizistan. Nell’Unione Eurasiatica, a fare la parte del leone sarà Putin, che tenta di tamponare i danni delle sanzioni

Dopo l’adesione formale dell’8 maggio, a partire da domani, il Kirghizistan entra a pieno titolo nell’Unione economica eurasiatica (Uee), che favorisce la libera circolazione di merci, servizi, capitali e lavoro tra i paesi situati al confine tra Europa e Asia.

Il primo ministro chirghiso, Temir Sariyev, ha commentato con grande soddisfazione la ratifica dell’accordo: “Da oggi in avanti, alla pari con gli altri membri dell’Uee, potremo muovere liberamente beni, servizi, capitale e forza lavoro. In cambio, ciò apre nuove possibilità e fornisce diverse esenzioni per i cittadini, gli uomini d’affari e i migranti che vogliono lavorare altrove“. (Via Sputniknews.com)

Sulla stessa lunghezza d’onda si colloca il Presidente Almazbek Atambayev, che nell’aprile scorso aveva già salutato con grande entusiasmo l’ingresso nella Uee, pur ribadendo che non c’era nessuna ostilità nei confronti dell’Unione Europea. Tuttavia, in un’intervista rilasciata a Bruxelles, il Presidente aveva subito fatto capire che con Vladimir Putin ci sarebbe stata intesa.

Atambayev, infatti, ha avallato l’annessione della Crimea: “sono sicuro che se si facessero ancora decine di consultazioni, ovvero di referendum, il 90 per cento degli abitanti della Crimea, aderirebbe alla Russia“. E poi ha criticato le sanzioni, decise con il deflagrare della crisi in Ucraina: “le sanzioni adottate per punire la Russia stanno danneggiando l’intera regione e stanno creando parecchi problemi anche all’economia del nostro Paese” (Via Euronews).

L’Uee è stata annunciata nell’ottobre 2011 da Putin, allo scopo di realizzare una maggiore integrazione economica tra i suoi stati membri. La firma che ha sancito la sua nascita è di poco più di un anno fa. Il 29 maggio 2014, il Presidente russo ha incontrato ad Astana i suoi omologhi del Kazakistan, Nursultan Nazarbaiev, e della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, con i quali ha ratificato il trattato che istituiva l’Unione, entrato in vigore il 1° gennaio di quest’anno. Ai tre paesi fondatori, si è aggiunta, a ottobre 2014, l’Armenia, mentre il Tagikistan sta valutando l’adesione.

Ovviamente, chi ha più peso nella Uee è Mosca, che ha un numero di voti decisamente più alto nel Comitato di Integrazione. Il sogno di Putin era quello di portare nell’Unione anche l’Ucraina, ma con la fuga dell’ex presidente Janukovyč e l’insediamento di un governo filo-occidentale a Kiev, il Cremlino ha dovuto mettere da parte il progetto.

La spinta a creare un mercato comune eurasiatico è stata favorita dall’allontanamento di Mosca dall’Europa, con la quale Putin ha ingaggiato una sorta di “guerra delle sanzioni”. L’embargo, insieme al calo dei prezzi del petrolio, ha portato la Russia in recessione. Tuttavia, le conseguenze si fanno sentire anche nei paesi dell’Unione Europea: basti dare un’occhiata agli ultimi dati forniti da Coldiretti sull’export italiano in Russia.