Sondaggi politici, 3 agosto 2015: il Partito Democratico rialza la testa

Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Forza Italia non crescono più. Il Pd di Renzi inverte la tendenza. Ecco gli ultimi sondaggi politici.

I sondaggi politici iniziano a mostrare un’inversione di tendenza: il Partito Democratico non scende più (e anzi cresce), ma soprattutto i partiti dell’opposizione (Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Forza Italia) si bloccano nelle loro posizioni, smettendo di crescere o scendere. Gli ultimi dati forniti da Swg mostrano una tendenza generale molto chiara.

Il Partito Democratico mette a segno un rimbalzo rispetto alla scorsa settimana e guadagna oltre un punto percentuale arrivando al 34,3%. Si strada da fare per tornare ai livelli delle europee ce n’è ancora tantissima, ma si tratta comunque di un segnale positivo per il governo Renzi, da qualche tempo in seria difficoltà. Ma quali sono le ragioni di questa crescita? Si potrebbe pensare all’annunciato taglio delle tasse anche se è difficile immaginare che quella che è una semplice promessa che, peraltro, gli italiani si sono sentiti fare decine di volte negli ultimi anni smuova così tanto le acque. Si può allora ipotizzare anche che il graduale venir meno delle polemiche sulla giunta di Roma, su Mafia Capitale, sul caso Crocetta e sull’emergenza immigrazione abbia dato un po’ di respiro al Pd, che è tornato quasi “naturalmente” a crescere per inerzia.

Un’inerzia dovuto in parte al fatto che le percentuali naturali di un partito studiato in questa maniera (il Partito della Nazione) sono necessariamente più alte di quelle conquistate in queste settimane. Dall’altra parte va anche detto che le opposizioni sembrano ormai aver raggiunto, nel bene e nel male, una situazione molto consolidata, il che rende il Pd l’unica forza politica soggetta a fluttuazioni.

Il Movimento 5 Stelle perde mezzo punto ma rimane al 25,5%. Vale a dire un risultato elevatissimo, che eguaglia il massimo mai raggiunto dal M5S alle politiche del 2013. In un periodo in cui il partito di Grillo si trova nuovamente al centro delle attenzioni e sembra godere, elettoralmente, di ottima salute, si può di nuovo pensare che abbia raggiunto il suo massimo fisiologico. Come dimostra il fatto che, quasi senza ragione, questa settimana abbia perso qualcosa.

Ferma da molto tempo è anche la Lega Nord di Matteo Salvini, che perde un po’ e scende al 15,1%. Ma quello che conta, in questo caso, non sono le minime variazioni quotidiane, quanto il fatto che il Carroccio ha dimostrato ormai da mesi di aver raggiunto il suo massimo, che sta tra il 15 e il 16%. Le posizioni di Salvini, che sono di fatto di estrema destra, non gli consentono di crescere oltre. La sensazione è che sopra questa soglia non si possa proprio andare.

Stesso discorso, ma ribaltato, per Forza Italia. Certo, alcuni istituti danno il partito di Berlusconi al 9%, ma in generale sembrano più credibili quei dati secondo i quali Forza Italia si trova attorno al 12%, com’è il caso di Swg. Una cifra molto bassa, ma alla quale ormai ci si sta abituando. Se il Cavaliere riesce a restare in sella al suo partito in maniera convinta e convincente è probabile che ancora per un po’ la sua dote elettorale non scenda ulteriormente.