Usa 2016: Trump pronto a correre da solo se perde le primarie

Nel primo confronto fra i candidati repubblicani Donald Trump annuncia di essere pronto a correre da indipendente in caso di sconfitta alle primarie

di guido

7 agosto 2015 – È stato Donald Trump il grande mattatore del primo round televisivo fra i candidati repubblicani per le elezioni 2016.

Cavalcando l’antipolitica e l’immigrazione clandestina (vi ricorda qualcosa?) Trump ha lottato con aggressività in un tutti contro tutti, nonostante gli altri candidati, a cominciare da Jeb Bush, abbiano tentato di isolarlo e indebolirlo. Lui ha giocato la carta dell’outsider, di quello, insomma, che non ha mai abitato le stanze del Palazzo (anche questo vi ricorda qualcosa?) e con un coup de théâtre ha rifiutato l’appoggio a un eventuale altro esponente repubblicano vincitore delle primarie dicendo che in caso di sconfitta correrà da solo, favorendo indirettamente i democratici, come accadde nel 1992 con Ross Perot.

Visto che i candidati sono 17 la Fox News ha invitato solo 10 candidati alla sfida in prima serata, mentre gli altri 7 si sono confrontati nel pomeriggio. Secondo i sondaggi è stata Carly Fiorina, ex-chief executive della Hewlett Packard e unica donna in lizza, ad aggiudicarsi il confronto pomeridiano.

I repubblicani si sono trovati concordi su diverse questioni: sul no all’accordo nucleare con l’Iran, sul no alla riforma sanitaria di Obama, all’immigrazione clandestina, all’aborto e alla politica corrotta e inefficiente dei democratici.

Trump ha affermato di avere finanziato tutti gli avversari sul palco con lui e persino Hillary Clinton. Ha proposto un muro al confine meridionale degli Stati Uniti per arginare l’immigrazione clandestina e ha risposto di non avere tempo per il politicamente corretto alla moderatrice, Megyn Kelly, che gli chiedeva conto delle sue uscite misogine.
I tre governatori presenti sul palco oltre a Jeb Bush – Scott Walker del Wisconsin, Chris Christie del New Jersey e John Kasich del Ohio – hanno preso posizioni più moderate, mentre Jeb Bush si è difeso dalle accuse riguardanti il suo cognome. Rand Paul ha detto di essere “un repubblicano diverso” e ha ricordato la sua battaglia per la difesa della privacy degli americani.

La lotta è ancora lunga e chi parte forte non è detto che arrivi al meglio per le primarie, ma una cosa è certa: la dichiarazione di Donald Trump spariglia le carte e, in caso di sconfitta alle primarie, fornirebbe un prezioso assist ai democratici.

6 agosto 2015 – Stasera a Cleveland alle 9 ora locale, si terrà il primo dibattito tra i candidati per le primarie del partito repubblicano.
Ieri Fox News, che organizza il dibattito, ha resi noti i nomi dei dieci candidati ammessi all’incontro, scelta basata sulla popolarità nei sondaggi. Si tratta, in ordine di popolarità, di Donald Trump, Jeb Bush, Scott Walker, Mike Huckabee, Ben Carson, Ted Cruz, Marco Rubio, Rand Paul, Chris Christie, John Kasich

Alla fine il governatore dell’Ohio John Kasich, dato in dubbio fino all’ultimo, è riuscito a scalzare Rick Perry come decimo classificato, e parteciperà al dibattito. Quattro ore prima, alle 5 del pomeriggio, si terrà un dibattito “di consolazione” tra i sette candidati esclusi, ovvero lo stesso Perry, Lindsey Graham, Carly Fiorina, Rick Santorum, Bobby Jindal, George Pataki e l’ultimo arrivato nella corsa, l’ex governatore della Virginia Jim Gilmore.

L’attesa per il dibattito

Manca ormai meno di una settimana al primo dibattito, organizzato da Fox News, che vedrà scontrarsi i candidati repubblicani alle primarie per Usa 2016. Non tutti i candidati, in realtà, perché la rete televisiva, visto il gran numero di contendenti del Gop, ha pensato bene di mettere il “numero chiuso”: solo 10 sono i contendenti che potranno partecipare, e per sceglierli ci si baserà sui sondaggi.

Per questo non è ancora possibile sapere con precisione la composizione del panel: sicuramente sarà della partita Donald Trump, che ormai è in testa in diversi sondaggi (l’ultimo, quello della Quinnipiac University, lo vede con ben 10 punti di vantaggio) Jeb Bush, Scott Walker, Marco Rubio, Rand Paul, Ted Cruz, Mike Huckabee. Molto probabile la presenza di Ben Carson, e quasi altrettanto quella di Chris Christie. Sostanzialmente il decimo slot è ancora in bilico: al momento se la giocano Rick Perry, Rick Santorum e John Kasich, governatore dell’Ohio, lo stato in cui si terrà il dibattito.

Proprio Kasich negli ultimi giorni ha visto la maggior crescita nei sondaggi rispetto ai contendenti: ha annunciato la candidatura la scorsa settimana (ma la notizia era già nell’aria da tempo) e ha quasi raddoppiato i consensi. Attualmente nella media di RealClearPolitics ha raggiunto Chris Christie al 3,2% e superato Rick Perry. Se continuerà così, e se riuscirà a far parte del panel del dibattito, ha buone chance di rimanere in corsa quando si farà sul serio.

Sicuramente non parteciperanno al dibattito Lindsey Graham, Carly Fiorina, Bobby Jindal e George Pataki. Anche se è probabile che continueranno la campagna elettorale almeno fino a gennaio, le chance di poter essere outsider nelle primarie è ormai preclusa. Per questo i candidati esclusi hanno molto criticato la scelta della Fox di inserire un numero chiuso al dibattito (anche se è possibile che si aggiungano candidati nel caso di ex aequo). Sicuramente però dal 6 agosto si inizierà a fare sul serio e si vedrà chi, nel’affollato campo repubblicano, avrà modo di emergere sugli altri.

Grande curiosità ovviamente sulla “mina vagante” Donald Trump. Tutti sono d’accordo sul fatto che la sua bolla si sgonfierà, ma non è ancora chiaro quando, e intanto può ancora dire la sua e fare male ai suoi avversari.

I Video di Blogo

Ultime notizie su Donald Trump

Tutto su Donald Trump →