Uk, Jeremy Corbyn vince le Primarie del Partito Laburista 2015

Jeremy Corbyn ha vinto le primarie e assumerà la guida del Labour dopo la sconfitta di Milibiand alle elezioni.

[quote layout=”right” cite=”Jeremy Corbyn, nuovo leader del Partito Laburista]Lasciateci essere la forza del cambiamento, l’umanità e la pace nel Mondo. Siamo un unico Mondo.[/quote]

12 settembre 2015Jeremy Corbyn, in testa agli ultimi sondaggi, è stato eletto leader del Partito Laburista con 59,5% delle preferenze (251,417 voti) e un distacco enorme sui tre rivali: Andy Burnham si è fermato al 19%, Liz Kendall ha ottenuto il 17% del preferenze e Yvette Cooper solo il 4,5% su un totale di 422,664 voti e un’affluenza del 76%.

Le prime reazioni sono già iniziate ad arrivare. Nigel Farage, leader dell’UKIP, ha affidato il proprio commento a Twitter:

Un leader dei Laburisti che non credo in alcun controllo dell’immigrazione. E’ chiaro che chi vuole maggiori controlli sui confini dovrà votare l’UKIP.

Nicola Sturgeon, primo ministro della Scozia e leader del Partito Nazionale Scozzese, ha già annunciato l’intenzione di collaborare con Corbyn per lavorare costruttivamente in un’alleanza contro l’austerità Tory:

La realtà di oggi è che in un momento in cui il Paese ha bisogno di una forte opposizione ai Tory, Jeremy Corbyn guida un partito profondamente e amaramente diviso. Se i Laburisti non riescono velocemente a dimostrare di avere una credibile vittoria alle prossime elezioni generali in UK, sempre più persone in Scozia finiranno col convincersi che l’indipendenza sia l’unica alternativa al governo Tory.

Molto simile è anche il commento di Natalie Bennett, leader del Partito Verde di Inghilterra e Galles:

La vittoria di Jeremy Corbyn ci mostra quante persone supportano un’alternativa alle politiche di austerità, l’approccio da testa sotto la sabbia verso la crisi ambientale e a politiche ormai stanche. Speriamo che Corbyn incoraggerà i propri sostenitori a unirsi a noi e agli altri attivisti che stanno lavorando a queste questioni e, in modo particolare, di spingere il problema dei cambiamenti climatici in cima all’agenda politica in vista delle discussioni di Parigi.

Uk, Primarie del Partito Laburista 2015: Un giornale ebraico accusa Corbyn di negazionismo

Aggiornamento 19 agosto 2015Jeremy Corbyn, candidato di sinistra alle primarie del Partito Laburista, e in testa nei sondaggi, è ormai da un mese al centro di una campagna stampa che tenta di delegittimarlo. Dopo gli attacchi di Tony Blair e Gordon Brown, che hanno sostanzialmente definito come “una sciagura” una possibile vittoria di Jeremy “il rosso”, sono arrivate anche le accuse di negazionismo da parte di un noto quotidiano ebraico londinese.

The Jewish Chronicle, proprio nei giorni in cui Benjamin Netanyahu e Tony Blair si danno un gran da fare per chiudere un accordo con Hamas, ha accusato Corbyn di antisemitismo per aver definito “amici” i militanti di Hezbollah e i gli stessi miliziani che controllano la Striscia di Gaza. Il quotidiano, poi, ha rivelato che negli anni passati l’esponente laburista ha partecipato a delle riunioni del gruppo Deir Yassin Remembered, fondato dal negazionista Paul Eisen.

Corbyn, come riportato dal Guardian, ha ammesso, in un’intervista a Channel 4 News, di aver preso parte a due o tre riunioni del gruppo circa quindici anni fa. Tuttavia, ci ha tenuto a precisare che all’epoca Eisen non aveva mai negato l’esistenza dell’olocausto: “Se fosse stato un negazionista non avrei avuto nulla a che fare con lui“.

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Per parte sua, Eisen (forse alla ricerca di pubblicità), in un articolo apparso suo blog, ha scritto che il laburista non solo avrebbe presenziato a degli incotri, ma che avrebbe fatto anche delle donazioni all’associazione. Fatto, questo, relativizzato dallo stesso Corbyn, che ha detto di aver solo gettato qualche moneta in un cesto. Inoltre, il candidato alle primarie ha puntualizzato di essersi avvicinato al Deir Yassin Remembered unicamente per la ragione per cui era nato il gruppo: ovvero dare spazio alla memoria del massacro di palestinesi avvenuto a Deir Yassin, villaggio a ovest di Gerusalemme, nell’aprile 1948.

Sul tema della Shoah, Corbyn ha aggiunto: “La negazione dell’olocausto è vile e sbagliata. L’olocausto è stato il momento più vile della nostra storia. Il popolo ebraico rimasto vittima dell’olocausto è quello che ha sofferto di più nel XX secolo“.

Ovviamente le posizioni su lavoro, welfare e investimenti in materia ambientale di Corbyn ora rischiano di essere offuscate da questa storia. In molti temono che potrebbe registrare un crollo nei sondaggi. Quello che è certo, però, è che a guardare la sua biografia di convinto pacifista si fa fatica a pensarlo come un antisemita. Per i suoi sostenitori, è stata tutta una manovra dell’ establishment, visto che le accuse che gli erano piovute addosso da più parti non erano riuscite ad incrinare la sua popolarità fino a questo momento.

Blair: “Se vince Corbyn sarà la disfatta”

Aggiornamento 18 agosto 2015Jeremy Corbyn è sempre in testa nei sondaggi delle primarie del partito laburista. Come spiegato sotto, forse il voto dei simpatizzanti e degli gli iscritti ai sindacati non basterà a farlo diventare il nuovo leader, sarà necessario anche quello degli iscritti al partito. Tuttavia, pare proprio che Jeremy “il rosso” abbia ottime chance.

L’ipotesi fa tremare tutto lo Stato maggiore del Labour. Tony Blair, che già aveva più volte scoraggiato gli elettori dalla tentazione di votare Corbyn, è tornato sull’argomento il 13 agosto scorso scorso. Ha addirittura pubblicato un articolo sul Guadian, dal titolo: Anche se mi odiate, non portate il Labour oltre il bordo della scogliera.
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L’inventore della Terza Via ha rivendicato i risultati ottenuti durante gli anni del suo governo e ha messo in guardia dall’idea che un paese possa essere cambiato da un uomo che è stato sempre alla guida di movimenti di protesta: “i governi possono cambiare un paese […] i movimenti di protesta semplicemente si agitano contro chi governa“. Ed ha aggiunto, con tono apocalittico: “non importa se siete a sinistra, a destra o al centro del partito, se mi avete sostenuto o se mi odiate. Ma vi prego di capire il pericolo in cui ci troviamo. Il partito sta camminando occhi chiusi, braccia distese, sopra il bordo di un burrone che sotto ha rocce frastagliate [..] Se Jeremy Corbyn diventa leader non sarà una sconfitta come il 1983 o il 2015 alle prossime elezioni. Vorrà dire la disfatta, l’annientamento“.

Dello stesso avviso l’ex premier Gordon Brown, che al Royal Festival Hall di Londra ha detto ai giornalisti e ai suoi colleghi di partito che c’è bisogno “di essere credibili“. E, come riportato dal Guardian, ha aggiunto, banalizzando le posizioni di Corbyn: “Non mi si dica che si può fare molto per i poveri del mondo, se appoggiamo alleanze con Hezbollah, Hamas, il successore di Chávez in Venezuela e Putin“.

Michael Meacher, l’ex ministro del lavoro, invece appoggia Corbyn. L’esponente fuori dal coro dal Labour ha parlato di grande entusiasmo per quello che potrebbe diventare il Podemos britannico. E su Blair non è stato tenero: “il colpo di stato Blair di metà degli anni 1990 ha dirottato il partito verso l’ideologia Tory, ‘quella che lascia tutto al mercato e che lo stato si tolga sai piedi‘”.

Per parte sua, il comitato di Corbyn mostra fair play, di chi sa che l’impresa è possibile. Un portavoce del candidato laburista ha così commentato l’intervento di Blair: “Stiamo mantenendo la nostra campagna positiva e rimaniamo concentrati sulle nostre proposte politiche, che propongono una differente visione economica basata su crescita e investimenti e che rompe con l’austerità e i tagli“.

Uk: Primarie del Partito Laburista 2015: I candidati, come e quando si vota

25 luglio 2015 – Dopo la sconfitta di Ed Miliband alle elezioni generali, che hanno portato all’affermazione di David Cameron e alla formazione di un governo monocolore conservatore, il partito laburista sta per eleggere la sua nuova leadership. Il nuovo segretario sarà nominato il prossimo 12 settembre e prenderà il posto di Harriet Harman, che ha assunto il ruolo di leader ad interim.

Il Labour ha bisogno di ritrovare una linea certa, anche per elaborare una strategia solida nei confronti delle riforme del nuovo governo dei Tories. Cameron ha già fatto capire che non sono previste opzioni di compromesso con l’opposizione, basti guardare agli annunciati tagli al welfare e alla revisione delle norme sullo sciopero. I laburisti, invece, sono dilaniati da spaccature interne e non sono pervenuti ad un’analisi unitaria sulle motivazioni della recente sconfitta.

I candidati alle primarie

I candidati in corsa per la segreteria sono quattro:

Jeremy Corbyn – Come rivela un sondaggio di YouGov, è in testa con il 43% delle preferenze virtuali. “Jeremy il rosso” è in Parlamento dal 1983, è molto di sinistra in economia ed ha sostenuto compagne ecologiste ed ambientaliste. E’ inviso alla parte più centrista del Labour ed ha incassato già pesanti critiche da Tony Blair.

Andy Burnham – E’ dato al 26% dei consensi ed è il principale erede del blairismo. Proverà a raccogliere i voti di seconda preferenza delle altre due candidate, che verosimilmente saranno sconfitte. Durante il governo di Gordon Brown, nel 2007, Burnham ha ricoperto la carica di segretario al Tesoro. Nel 2008 è diventato segretario di Stato per la Cultura, Media e Sport. Nel 2009, è approdato alla segreteria di Stato per la Sanità. Dopo la sconfitta del Labour alle elezioni del 2010, è stato prima responsabile alla sanità e poi all’educazione nel governo ombra di Miliband.

Yvette Cooper, secondo i sondaggi, otterrebbe il 20% dei voti. E’ stata Segretario di Stato per il lavoro e le pensioni durante il governo Brown. Nell’esecutivo ombra di Miliband si è occupata di politica estera e di affari interni.

Liz Kendall viene quotata all’11% delle preferenze. Nel 2011,ha ricoperto la carica di ministro ombra per la Cura e per le persone anziane. E’ considerata la candidata più di destra tra i quattro.

Come e quando si vota

Alle primarie possono votare tutti i parlamentari e gli europarlamentari laburisti, gli iscritti al partito, i membri di organizzazioni e sindacati affiliati e i simpatizzanti che accettino di registrarsi in anticipo pagando una quota di 3 sterline.

In seguito alla riforma Collins, varrà il principio di “una testa un voto”: tutti i voti saranno ponderati alla stessa maniera. Per ottenere la candidatura per la leadership, i candidati devono ora essere nominati da almeno il 15% dei parlamentari del Partito laburista in Parlamento.

Il 14 agosto sono state inviate per posta le schede agli aventi diritto. Il prossimo 10 settembre, invece, scade a mezzogiorno il termine ultimo per votare. Il 12 settembre sarà annunciato il vincitore e il 27 settembre avrà inizio il congresso del Partito laburista.