Il reato d’immigrazione clandestina: il razzismo diventa legge?

Due settimane fa il Senato italiano ha approvato il reato d’immigrazione clandestina. Secondo l’articolo 19 del disegno di legge sulla sicurezza, chi entra senza permesso in Italia sarà sottoposto ad una sanzione amministrativa tra i 5 e 10mila euro. Ora, questo provvedimento che rende tanto felice la Lega sempre più xenofoba e berlusconiana, dimostra quanto

Due settimane fa il Senato italiano ha approvato il reato d’immigrazione clandestina. Secondo l’articolo 19 del disegno di legge sulla sicurezza, chi entra senza permesso in Italia sarà sottoposto ad una sanzione amministrativa tra i 5 e 10mila euro.

Ora, questo provvedimento che rende tanto felice la Lega sempre più xenofoba e berlusconiana, dimostra quanto l’attuale coalizione giochi a fare propaganda sulla pelle dei più deboli. I dispositivi di questa legge violano i diritti umani fondamentali, come il diritto alla salute, all’unità familiare, all’habeas corpus e peggiorano le già pesantissime condizioni sociali e giuridiche dei migranti, rendendoli esposti ancora di più allo sfruttamento e al razzismo.

Perchè questo è ciò che avverrà con questa legge, tanto cara ai “padroni del nord”. L’introduzione del reato d’immigrazione clandestina è ciò che più riassume la direzione presa dal governo italiano. Questa misura non servirà per nulla a scoraggiare gli ingressi irregolari, o ridurre i clandestini come propagandato; l’unica via seria per ridurre la clandestinità è garantire canali d’ingresso legali e percorribili, e regolarizzare i presenti sul territorio.

La criminalizzazione del clandestino non farà altro che abbassare ancor di più il costo della forza lavoro immigrata e renderla più ricattabile. Il secondo effetto sarà, oltre all’aumento smisurato di processi e dell’attività giudiziaria, l’incremento dell’allarme sociale e il ricorso alla politica della paura.

I “regolari” di oggi non sono forse i clandestini di ieri?Eppure il “clandestino”è marchiato come fenomeno pericoloso, capro espiatorio della crisi economica e dei problemi sociali, sempre più esposto alla xenofobia popolare e alla violenza cieca di chi ne colpisce uno “per educarne cento”. Tutto questo per cosa? Per una strategia che giustifichi camapgne propagandistiche e campagne elettorali di stampo sicuritario, utili a mascherare l’inadeguatezza di mediocri elite politiche.

L’Italia rappresenta ormai l’avanguardia del razzismo istituzionale e popolare dell’illuminata Europa nelle politiche repressive dell’immigrazione. Ora i cpt sono passati di moda, la tendenza è un’altra: rendere illegale alle persone emigrare dai loro paesi, oppure lasciarli morire nei deserti della Libia dell’amico Gheddafi. Nel frattempo centinaia di persone continuano a morire di stenti e di torture lungo le rotte sempre più lunghe e più pericolose delle tratte clandestine, che tanti soldi portano alle mafie e agli eserciti di tutto il mondo.

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