Una domanda scomoda? Tremonti se ne va

Se c’è una cosa che la politica italiana sa fare benissimo è proiettare all’estero un’immagine di se stessa molto fedele alla realtà. Una politica leggerina, autoreferenziale, spesso e volentieri (tra corna, nascondini, Romoli e Remoli) buffonesca e approssimativa.Per fortuna a tenere alta la bandiera dell’Italia ci pensa il mago della finanza creativa. Il genio dell’economia.

Se c’è una cosa che la politica italiana sa fare benissimo è proiettare all’estero un’immagine di se stessa molto fedele alla realtà. Una politica leggerina, autoreferenziale, spesso e volentieri (tra corna, nascondini, Romoli e Remoli) buffonesca e approssimativa.

Per fortuna a tenere alta la bandiera dell’Italia ci pensa il mago della finanza creativa. Il genio dell’economia. L’acuto salvatore dei bilanci. Proprio lui, Giulio Tremonti. Che, mai sintesi fu più fulminante, davanti ai problemi semplicemente scappa.

L’uomo con le chiavi della cassa, infatti, davanti alla legittima domanda del giornalista Geoff Cutmore di CNBC Europe (sì, all’estero i giornalisti hanno il brutto vizio di fare domande), se n’è andato piccato per l’oltraggio subito. In realtà non è neanche servita la domanda vera e propria, è bastata la parola magica “Unicredit”.

Vedetevi il video, e guardate la faccia stupita del giornalista, ignaro di aver fatto qualcosa che non sia il suo mestiere. Non sarà proprio una sintesi del “profilo internazionale” del nostro paese, ma di sicuro è un’istantanea che la dice lunga su come veniamo rappresentati all’estero.

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