Il “patto del salvagente” fra Berlusconi e Veltroni fa danni al Pd

L’Aula della Camera riprende martedì pomeriggio l’esame della legge elettorale per le Europee di giugno che dovrebbe essere approvata il giorno successivo. Ma ancora tutto può succedere. Nel Pd serpeggiano malumori e proteste. I piccoli partito gridano contro Veltroni e minacciano ritorsioni nel territorio. Comunque andrà, sarà Silvio Berlusconi a guadagnarci. Se l’accordo fra Pdl

L’Aula della Camera riprende martedì pomeriggio l’esame della legge elettorale per le Europee di giugno che dovrebbe essere approvata il giorno successivo. Ma ancora tutto può succedere.

Nel Pd serpeggiano malumori e proteste. I piccoli partito gridano contro Veltroni e minacciano ritorsioni nel territorio.

Comunque andrà, sarà Silvio Berlusconi a guadagnarci.

Se l’accordo fra Pdl e Pd salta, si andrà a votare con l’attuale sistema che, rimettendo in corsa la sinistra radicale ecc, penalizza il Pd. Il Cavaliere avrà anche buon gioco nell’accusare Veltroni di non avere il partito in mano, rimarcandone l’inaffidabilità e le spaccature interne.

Se l’accordo tiene, il Cavaliere sa bene che ciò produrrà altri strappi nel Pidì e scaverà nuovi fossati fra alleati nella sinistra, mettendo addirittura a rischio le giunte locali di centrosinistra.

Gira e rigira il Partito democratico continua ad avvitarsi in un autolesionismo senza “sbarramento”, incapace di fare opposizione, di tessere alleanze, e soprattutto incapace di parlare all’elettorato “moderato”.

Veltroni glissa: “Io parlo solo della crisi economica, della gravità della recessione, di come uscirne. Tutto il resto mi sembra abbastanza marziano”. Francamente, in questa situazione, pare proprio lui ad essere il “marziano”.

Non si può negare l’esigenza di evitare la frantumazione in tante piccole liste. Ma il nodo non lo si scioglie d’imperio, con inciuci fra il capo della maggioranza e il capo dell’opposizione. Non lo si scioglie con soluzioni affrettate, limitandosi ad introdurre una soglia di sbarramento per poter partecipare al riparto dei seggi e … dei soldi. Questo è il punto.

Per la realtà italiana la soglia di sbarramento del 4% è indubbiamente “alta”; poi servirebbero meccanismi di semplificazione nella presentazione delle liste, di riduzione del numero delle firme necessarie, nonché di garanzia del rimborso delle spese sostenute anche per quelle liste che, pur non raggiungendolo, si avvicinano al quorum previsto.

Il segretario socialista Riccardo Nencini accusa: “A Berlusconi e Veltroni, i coniugi Beckham della politica italiana, artefici del patto del salvagente perché ad affogare erano entrambi, ricordo che nell’articolo 48 della Costituzione si legge che il voto deve essere libero, segreto, uguale”.

Giovedì prossimo, battendo ogni primato, la riforma elettorale potrebbe diventare legge. In meno di diciotto ore: davvero un primato. Tutto italiano.

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