Berlusconi si ricandida. Su Twitter impazza #nonlovoto

“Sono assediato dalle richieste di gente che mi chiede di ricandidarmi”

23.00: dopo le dimissioni annunciate dal Premier, e le reazioni dei politici, sui social network si fa strada un nuovo hashtag. Si tratta di #nonlovoto, raccolta di motivazioni per non votare il nuovo partito di Silvio Berlusconi.

8 dicembre 2012: la notizia politica del giorno? Le dimissioni di Monti dopo il dl stabilità. Ma nel frattempo, Silvio Berlusconi ha confermato che si ricandiderà, bruciando i tempi e dando vita, di fatto, alla campagna elettorale in vista delle elezioni del 2013. Per vincerle, ovviamente:

«Anche quando facevo sport, lavoravo, studiavo, non sono mai entrato in una gara per ottenere un buon posizionamento, ma sono sempre entrato in gara per vincere».

Nessuna speranza per Angelino Alfano, che si trova di nuovo messo da parte:

«Era chiaro a tutti che ci volesse un leader riconosciuto, abbiamo cercato un Berlusconi del ’94 e non lo abbiamo trovato, ma non è che non lo abbiamo cercato, lo abbiamo cercato eccome, ma ‘el ghe no’»

Sulla legge elettorale, il Cav esprime una speranza un po’ tardiva (che, a pensar male, suona falsa come una moneta da tre euro):

«Non so con che legge elettorale si andrà a votare, io spero ancora che verrà cambiata e speriamo si possa fare. C’é poco tempo, ma ce n’é a sufficienza».

Quindi, ecco l’inizio della campagna elettorale:

«Tutti i voti dati non alla maggior forza dei moderati in campo ma ad altre liste, non solo sono inutili, ma anche dannosi, perché sono voti contro se stessi».

«Assediato da gente che mi chiede di tornare»

Ma qualcuno ci crede? Che Silvio Berlusconi è “assediato da gente che mi chiede di tornare”?. Probabilmente è una storiella che gli va raccontando Michaela Biancofiore per farlo addormentare e il Cavaliere – sempre perso nel suo egotrip – le ha creduto. Perché in verità la sensazione è che nessuno voglia avere più niente a che fare con un Berlusconi che con i suoi ripensamenti sta uccidendo il partito che ha creato. Come abbiamo scritto ieri, nel Pdl e dintorni si respira più un’aria da ‘tutti contro Silvio’.

Non è quello che crede il Cavaliere, che al termine dell’ultimo vertice – completamente inutile – di Palazzo Grazioli si è lasciato andare a delle conclusioni a causa delle quali Alfano avrà sicuramente passato una notte insonne.

Sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo. La situazione oggi è ben più grave di un anno fa quando lasciai il governo. Non lo posso consentire e ciò determinerà le scelte che prenderemo assieme nei prossimi giorni. L’economia è allo stremo un milione di disoccupati in più, il debito che aumenta, il potere d’acquisto che crolla, la pressione fiscale a livelli insopportabili. Le famiglie italiane angosciate perché non riescono a pagare l’Imu. Le imprese che chiudono, l’edilizia crollata, il mercato dell’auto distrutto.


Si capisce che Berlusconi ha deciso per la ricandidatura. Anche se, come riporta la Stampa, i suoi veri fedelissimi – Gianni Letta in primis – in verità lo stanno scongiurando di non farlo.

I veri amici l’hanno supplicato in tutte le lingue di non farlo, per il bene suo e anche quello del centrodestra. E’ stato un coro unanime, da parte di dirigenti Pdl sinceri e leali, ma anche di vecchi consiglieri come Gianni Letta.

Una situazione che ha del comico. E infatti su Twitter sono partite le inevitabili prese in giro. La più crudele è quella di Gad Lerner.

Se non bastasse, lo stesso ministro Passera dice che “sarebbe un passo indietro per il Paese. E questo non è un bene”. La verità è che a parte qualche fedelissimo che vuole garantirsi il posto in Parlamento grazie al Porcellum, Berlusconi non lo vuole più nessuno. Ma per il Cavaliere questa è una verità semplicemente inaccettabile.

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