‘Ndrangheta e sanità, sciolta l’Azienda Sanitaria Provinciale 5 di Reggio Calabria

L’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria è stata sciolta perché controllata dalla ‘ndrangheta. Come riportato su SanitàCalabria.it, il Consiglio dei Ministri ha disposto il commissariamento, già in atto per quella di Locri dopo l’omicidio di Franco Fortugno. La decisione comunque era già nell’aria, si attendeva solo di sapere chi sarebbe stato il commissario. La nomina

L’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria è stata sciolta perché controllata dalla ‘ndrangheta. Come riportato su SanitàCalabria.it, il Consiglio dei Ministri ha disposto il commissariamento, già in atto per quella di Locri dopo l’omicidio di Franco Fortugno. La decisione comunque era già nell’aria, si attendeva solo di sapere chi sarebbe stato il commissario. La nomina è caduta su Massimo Cetola, Generale dei Carabinieri, nominato da Giuliano Amato “Commissario unico con poteri speciali”. In rappresentanza di Uil-Fpl, Nuccio Azzarà ha dichiarato:

Tanto tuonò che piovve: pensavamo possibile lo scioglimento dopo le elezioni, ma, evidentemente, la gravità della relazione ha imposto un provvedimento immediato. Come sindacato registriamo il fallimento completo della politica regionale in tema di sanità perché è chiaro che a questo risultato si perviene dopo anni di insipiente gestione politica regionale nel comparto sanitario. Lo scioglimento è solo l’atto finale che certifica il fallimento. La politica ha fallito ed una delle dimostrazioni è data dal fatto che i direttori generali variano ogni sei mesi, non conosciamo i contenuti della relazione stilata dalla Commissione d’accesso, ma siamo coscienti che anche l’Azienda Ospedaliera sta per implodere, è stata dichiarata la fine della sanità provinciale a Reggio. Come sindacato ci auguriamo che lo scioglimento dell’Asp dia risultati sul piano del disinquinamento, ma nessuno può affermare con certezza che la strada per risollevarsi sia stata imboccata.

Parole dure, soprattutto nella frase finale. Ma c’è anche chi nel dolore cerca di essere positivo, come il padre di Flavio Scutellà, il 12enne morto recentemente a causa della Malasanità calabrese. “Quando arrivano queste notizie – ha detto – significa che qualcosa da parte delle istituzioni finalmente si muove“. Speriamo nella direzione giusta.

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