Primo Maggio

Oggi è la festa dei lavoratori (o del lavoro). Ecco perché è importante celebrarla

di

Buon Primo Maggio. Anche se avete poco da festeggiare, anche se il futuro è incerto, anche se il presente scorre via veloce e il passato si dimentica anche troppo facilmente.

Oggi è la Festa del lavoro. Anche se io preferisco chiamarla con l’altra dicitura possibile, Festa dei lavoratori.

[quote layout=”left” cite=”Émile Durkheim]Ciascun individuo partecipa attivamente alla creazione di una forza collettiva in grado di riconfermare la società stessa.[/quote] E se c’è qualcuno che vi dice che non c’è niente da festeggiare, be’, ricordategli che la celebrazione delle festività laiche è fondamentale per la memoria. Il pessimismo è comprensibile, con buona pace dei guasconi che se la prendono con i “gufi”, sfottendoli ogni volta che capita. Quello che non è comprensibile, però è la cancellazione della memoria.

L’evento storico che dà origine alla scelta di questa data è la rivolta di Haymarket del 1886 (Chicago). Più in generale, però, in questa giornata – che è giorno di festa in gran parte del mondo e non solo in Italia – si ricorda l’impegno del movimento sindacale.

Si pone l’accento sulle conquiste ottenute dai lavoratori: si parla, insomma, di sociale. E di economia, in particolare per “gli ultimi”, mica per i privilegiati.

Naturale, dunque, che dall’alto sia una ricorrenza sminuita. Meno naturale che la si sminuisca dal basso: riappropriarsene e rivendicarla è un punto di partenza fondamentale per la società tutta, oltre a essere, come tutte le ricorrenze, un importante momento per l’individuo di partecipazione alla collettività.

La collettività non vive di ricorrenze retoriche e imposte – come l’Expo, per capirci – ma di date che si sono consolidate nel corso del tempo, nella storia. Che fanno parte di quella memoria collettiva che non si deve perdere.

Ecco perché, a tutti voi, va il mio buon Primo Maggio.

[L’immagine è tratta da Wikipedia]