Pippo Civati: “Il 5 maggio dico se resto o no nel Pd”

Nel giorno dello sciopero nazionale unitario della Scuola Civati ha promesso che darà un annuncio.

Pippo Civati è tra i 38 (anzi 37, visto che a quanto pare Vaccaro è assente per altri motivi) deputati del Pd che non hanno partecipato al voto di fiducia al governo Renzi sull’Italicum. Da sempre Civati è il più agguerrito dissidente tra i Dem che non si nasconde mai quando ci sono da muovere critiche contro il segretario (con cui organizzò la prima “Leopolda”).
Sul voto di ieri e oggi, Civati ha detto ai giornalisti fuori da Montecitorio:

“Secondo me non è che Renzi asfalta le minoranze Pd, ma nella betoniera finisce la democrazia, il rapporto diretto tra i cittadini e gli eletti. Renzi temeva che passasse un emendamento. Vi rendete conto? Lui mette la fiducia, sbaraglia tutto, fa delle cose che non si sono mai viste perché forse passava l’emendamento sulle coalizioni

Poi ha aggiunto:

“È un punto di non ritorno sicuramente all’interno del Pd perché si forma finalmente una minoranza ben definita, dopodiché i motivi per cui le persone non partecipano al voto sono molto diversi, per me la questione è molto radicale ormai, in questi giorni ne discuteremo anche con altri colleghi”

sulla sua situazione Civati ha precisato:

“Tanto è durata tanto ormai la discussione, la settimana prossima si concluderà con una decisione che sarà irreversibile, però il punto vero è che io da sei mesi mi prendo del ‘cretino’ da tutti, quelli fuori e quelli dentro, perché segnalavo un problema, parlavo di diaspora degli elettori. In realtà il problema c’era e adesso è emerso in tutta la sua gravità. Insomma, se diventano rivoluzionari ex Presidenti del Consiglio, ex Segretari, ex Capigruppo, anche persone molto più moderate di me, forse c’è qualcosa che non va”

Le alternative per Civati sono:

“O si costituisce una minoranza, però non di potere, limpida politicamente all’interno del Pd oppure qualcuno di noi, me compreso, farà una scelta diversa”

Poi ai microfoni di SkyTg24 ha dato anche una data, il 5 maggio, giorno in cui ci sarà anche lo sciopero nazionale unitario della Scuola, in cui comunicherà la sua decisione, che molto probabilmente sarà l’uscita dal Pd, visto che già da tempo si muovo per creare un suo movimento attraverso l’associazione Possibile e i PolitiCamp.

Foto © www.epossibile.org

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