Elezioni UK 2015: Laburisti e SNP, un’alleanza possibile?

Milliband e Sturgeon potrebbero essere protagonisti di un reale cambiamento politico nel Regno Unito. L’alternativa? Le larghe intese

di ,

I sondaggi parlano chiaro. Almeno in Scozia. Lo Scottish National Party avrà una cinquantina di seggi. Il che significa che, sotto la sapiente guida di Nicola Sturgeon, sarà largamente il primo partito scozzese. Non solo. Visto che si profila un sonoro ridimensionamento per i liberal-democratici, l’SNP sarà, con ogni probabilità, la terza forza politica di tutto il Regno Unito. Dietro ai Laburisti, attualmente accreditati di una vittoria di misura, e ai Conservatori.

Questo apre scenari diversi, circa la formazione del prossimo governo. Scenari che per alcuni sono già sinonimo di ingovernabilità (e dunque di nuove elezioni), per altri di larghe intese.

Vediamo perché. I Lib-dem hanno escluso categoricamente alleanze con l’Ukip di Farage (che potrebbe essere un alleato di governo per i Tories) ma anche con l’SNP (che ha una sola possibilità: i laburisti).

[quote layout=”left” cite=”Nicola Sturgeon]Let’s lock the Tories out of Downing Street.[/quote] I laburisti, se dovessero confermare il risultato degli ultimi sondaggi, che li vede in testa con un divario interessante, avrebbero a questo punto due possibilità. La prima: abbracciare il partito scozzese e dunque offrire al Regno Unito un governo di centro-sinistra (sulla carta uno dei più “a sinistra” d’Europa), con la grande incognita secessionista. Perché non dimentichiamocelo: l’SNP voleva vincerlo, il referendum per scindere la Scozia dalla Gran Bretagna.

La seconda: un governo di coalizione nazionale. Anche detto “larghe intese”. Insieme ai nemici di sempre, i tories.

Fatte le debite proporzioni, lo scenario ricorda quel che accadde in Italia con le politiche del 2013, quando l’ipotesi di governo – che pure non veniva nemmeno presa in considerazione dai sondaggisti nostrani, prima dell’esito delle urne – era fra Pd e M5S.