Omicidio Tommaso Onofri: il processo di secondo grado per Alessi e Conserva è rimandato al 28 ottobre

Si torna a parlare di Mario Alessi, Antonella Conserva e dell’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, rapito ed ucciso il 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo, nel parmense. Per quell’omicidio il muratore siciliano Mario Alessi fu condannato all’ergastolo in primo appello, mentre la sua ex compagna, Antonella Conserva, ottenne 30 anni di carcere. I due, a distanza


Si torna a parlare di Mario Alessi, Antonella Conserva e dell’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, rapito ed ucciso il 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo, nel parmense.

Per quell’omicidio il muratore siciliano Mario Alessi fu condannato all’ergastolo in primo appello, mentre la sua ex compagna, Antonella Conserva, ottenne 30 anni di carcere.

I due, a distanza di poco più di un anno dalla condanna in primo grado, hanno deciso di ricorrere in appello e due giorni fa è iniziato a Bologna il processo di secondo grado, che oggi è stato rimandato al 28 ottobre prossimo, su decisione della Corte d’Assise d’Appello di Bologna dopo che i difensori della Conserva, Luigi Vincenzo e Eduardo Rotondi, hanno deciso di lasciare l’incarico.

Nelle poche ore trascorse in tribunale i due imputati, Alessi e Conserva, hanno avuto modo di confrontarsi e di raccontare, ancora una volta, la loro versione dei fatti.

Alessi continua ad attribuire la colpa a Salvatore Raimondi – che sta scontando una condanna a 20 anni di carcere inflitta con il rito abbreviato – e sostenere che Antonella Conserva fosse al corrente di tutto.

I due sono stati messi a confronto per circa mezz’ora. Ecco cosa è uscito fuori:

Alessi: “Sapevi tutto, eri a conoscenza di tutto. È inutile mentire. Ora ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Forse non sei venuta a prendermi dopo che il piccolo era morto?

Conserva: “Assolutamente no, ricordati che mi avevi giurato che la violenza sessuale per cui sei stato condannato in Sicilia non l’avevi commessa…

Alessi: “Qui stiamo parlando di un reato che abbiamo commesso tutti noi. Siamo stati grandi mascalzoni, non ti nascondere! Oltretutto mi avevi detto che per avere più notizie per realizzare il sequestro ti eri offerta alla mamma di Tommaso per aiutarla nei lavori di casa. Mi dicesti anche che non aveva accettato.

Conserva: “Non è vero, non ho mai proposto a nessuno di mettermi a servizio.

Alessi: “Con quella faccia non la racconti bene. La galera ce la meritiamo, ce lo meritiamo l’ergastolo. Io non ho ucciso il piccolo, per questo ho la coscienza pulita. Ma dobbiamo pagare per l’azione che abbiamo fatto. Come fai a non avere ancora un pentimento?

Conserva: “Sei proprio un falso! Vergognati! Devi dire la verità!

Alessi: “Abbiamo sbagliato, per noi il paradiso non c’è. Questa è una criminale come lo sono io!

Via | Il Secolo XIX

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