Countdown elettorale: – 10. Per il Pd si deve “fare squadra” col Pdl

Otto e mezzo di ieri sera. Otto e mezzo su la7. Ospiti Anna Finocchiaro (Pd) e Sando Bondi (Pdl). Il tentativo di Ritanna Armeni e Lanfranco Pace di far litigare i due sui meriti della scelta di Milano come sede dell’Expo 2015 falliscono, dato che la Finocchiaro non fa che ribadire che si è trattato


Otto e mezzo di ieri sera. Otto e mezzo su la7. Ospiti Anna Finocchiaro (Pd) e Sando Bondi (Pdl).

Il tentativo di Ritanna Armeni e Lanfranco Pace di far litigare i due sui meriti della scelta di Milano come sede dell’Expo 2015 falliscono, dato che la Finocchiaro non fa che ribadire che si è trattato di una vittoria dell’Italia che ha saputo fare squadra, con centrodestra e centrosinistra che hanno collaborato per l’obiettivo.

Colta dall’euforia, la senatrice del Pd (candidata in Sicilia come presidente della Regione) si è lanciata in un elogio del fare squadra come metodo di governo: quindi sulle “grandi questioni” è giusto che centrodestra e centrosinistra “facciano squadra”. La senatrice ha citato come esempi la politica ambientale e quella delle infrastrutture.

La domanda sorge allora spontanea: ma se i due partiti avversari, che si combattono durante la campagna elettorale e si contendono il governo del Paese, si mettono poi d’accordo sulle grandi questioni, che senso ha avere due schieramenti diversi? Se la differenza sta solo nei dettagli e nelle sfumature basta un partito solo, magari con 5 o 6 correnti all’interno: le schede elettorali sarebbero più piccole, i simboli sarebbero 3 o 4 al massimo, la governabilità sarebbe finalmente assicurata e tutti potremmo finalmente fare squadra.

Ps: ma non sarebbe più semplice e onesto – senza tante alchimie da trasformisti – che chi vince le elezioni si prende la responsabilità, tutta e fino in fondo, di governare l’Italia 5 anni e poi alla fine si tirano le somme e si valutano i risultati?

Foto: Andreanix

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