Rivoluzioni ovali – La Nuova Zelanda e le privatizzazioni all’italiana

La Nuova Zelanda, patria degli All Blacks, sta pensando di rivoluzionare la struttura che governa le franchigie che disputano il Super 15. Le vuole privatizzare, ma all’italiana. Ma i dubbi e le incertezze sono tanti.La Federazione neozelandese, alla disperata ricerca di soldi, ha infatti messo in vendita le cinque franchigie che partecipano al Super 15.

La Nuova Zelanda, patria degli All Blacks, sta pensando di rivoluzionare la struttura che governa le franchigie che disputano il Super 15. Le vuole privatizzare, ma all’italiana. Ma i dubbi e le incertezze sono tanti.

La Federazione neozelandese, alla disperata ricerca di soldi, ha infatti messo in vendita le cinque franchigie che partecipano al Super 15. “Ci mancano capitali freschi e dobbiamo trovare una soluzione” ha dichiarato il presidente della NZRU Steve Tew al The New Zealand Herald. 
Dunque, Crusaders, Blues, Highlanders, Hurricanes e Chiefs sono all’asta per il miglior offerente. O il più fesso. Già, perché l’idea della NZRU è quella sì di vendere le licenze delle franchigie, ma al tempo stesso di mantenere la proprietà sulle stesse e sui giocatori, che verrebbero messi sotto contratto federale. Insomma, si cercano privati che investano soldi, ma senza potere decisionale.
Insomma, i potenziali acquirenti potrebbero sfruttare l’immagine e il marketing delle squadre, ma nulla più. Un’ipotesi che lascia perplessa sia la stampa neozelandese sia quella anglosassone che si chiede chi vorrebbe investire in un progetto con dei paletti così stretti. Un progetto che ricorda molto da vicino certe privatizzazioni all’italiana e, perché no, anche certe genialate ovali del Belpaese.


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