Crack Parmalat. Il processo parte con un rinvio

Il processo per il crack Parmalat comincia con un rinvio a maggio, e non mi pare il miglior modo per iniziare. Siamo di fronte a uno scandalo che per portata è paragonabile solo a quello del fallimento di Enron: i giudici avranno gli occhi dell’intera stampa mondiale addosso. Ma soprattutto avranno il compito di accertare

Il processo per il crack Parmalat comincia con un rinvio a maggio, e non mi pare il miglior modo per iniziare. Siamo di fronte a uno scandalo che per portata è paragonabile solo a quello del fallimento di Enron: i giudici avranno gli occhi dell’intera stampa mondiale addosso. Ma soprattutto avranno il compito di accertare responsabilità e comminare pene che non siano una presa in giro. La paura che invece possa andare proprio così è tanta. Emilianet riporta le dichiarazioni che uno degli stessi imputati tempo fa rilasciò a Report, in una puntata chiamata “Buconero Spa”:

Alla fine, questo crac si risolverà tutto in una bolla di sapone. Non resterà nulla. In Italia non c’è la certezza della pena. E’ una cosa vergognosa in un paese civile, e lo dico contro il mio interesse. Se infatti pensiamo che, nel mio caso, se verrò condannato a 10 anni, che è una cosa che dovrebbe fare paura, non mi succede niente. 1/3 mi viene condonato per rito abbreviato, 3 anni mi vengono abbonati con l’indulto, un po’ di carcere l’ho già fatto, farò un po’ di servizi sociali che consisteranno nel fare quello che faccio adesso. In sintesi: mi danno dieci anni ma non faccio niente.

Spero davvero le parole di questa persona non siano profetiche, che coloro che hanno visto sparire improvvisamente i risparmi di un’intera vita di lavoro non debbano subire anche la beffa, oltre al danno. Quella di Valseno Giovanardi, ex muratore, è una delle tante invocazioni di giustizia: “Mi avevano spinto a prendere sessantamila euro. Ora sono qua, senza un centesimo dopo 26 anni vissuti da emigrante in Svizzera“. Sono 200mila i risparmiatori bidonati, ma è un’Italia intera che lo chiede: i colpevoli devono assolutamente pagare.