Sondaggi Primarie Pd – Bersani in netto vantaggio su Renzi

E il segretario prevale anche nel dibattito

Finito il dibattito, via ai sondaggi: e come tutti avevano previsto, dopo la sfida tv non cambia praticamente nulla. Nonostante due prestazioni che hanno mostrato tutte le differenze – e anche quello che c’è in comune – tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, le intenzioni di voto per il ballottaggio delle primarie Pd rimangono ancorate a quelle che si erano viste nelle prime rilevazioni per il testa a testa. Bersani perde qualcosa ma resta saldamente in vantaggio con il 53% dei voti, il sindaco di Firenze è fermo al 41%, gli indecisi sono attorno al 6%. Questi i dati del sondaggio Quorum per La Stampa.

Dati che confermano ancora una volta come i dibattiti non spostino una quantità rilevante di voti, ma tendano invece a confermare le posizioni di partenza. Non siamo neutri: il dibattito di ieri è stato visto in maniera molto diversa a seconda della generazione di appartenenza. Per il 62% dei più giovani (18-34 anni) Renzi ha trionfato. Una generazione su cui il discorso da bandiera rossa fatto da Bersani nel finale fa poca presa. Mentre di sicuro affascina il ‘ribaltiamo il tavolo’ e cambiamo tutto e tutti di Renzi. Lo dimostra come nella classe tra i 35-54 anni Renzi vinca ancora, ma meno nettamente e conquistando il 56%. Bersani è al 30%, mentre secondo il 14% hanno pareggiato.

Non c’è da stupirsi quindi che tra gli over 55 anni sia stato Bersani a fare la parte del leone: il segretario del Pd è vincitore per il 49% dei senior. Mentre solo per il 38% il vincitore è Renzi. D’altra parte è comprensibile che il segretario dalla giacca marroncina sia molto più rassicurante, mentre il Giamburrasca (come si è definito lui) in maniche di camicia che dice “è il momento di rischiare e avere coraggio” faccia molta più paura. Questo lasciando perdere molte altre considerazioni che si potrebbero fare sulle alleanze, sulla fiducia che Renzi trasmette o meno, ecc. ecc. Ma siccome il nostro è un paese anziano, e gli spettatori di Rai Uno lo sono ancora di più, alla fine il vincitore del dibattito risulta Bersani (con il 47%, Renzi al 41%) nonostante vinca solo in una classe generazionale su tre e con una percentuale più bassa.

I giochi ormai sono fatti, e il ballottaggio al 99% lo porterà a casa Bersani. Renzi ha il tempo dalla sua parte: se riuscirà ad avere pazienza, a restare nel Pd e a evitare di farsi il suo partitino avrà in mano il futuro del centrosinistra e le prossime elezioni (almeno primarie), in cui questa classe dirigente che lui ha iniziato a rottamare non potrà oggettivamente più presentarsi.