Mondiali rugby 2011 – Italia vs. Irlanda, le reazioni degli azzurri

Delusione. Come era ovvio e giusto che fosse. L’Italia lascia l’Otago Stadium e il Mondiale consapevole di aver perso un match in cui una sola squadra ha dominato. Tristezza nelle parole di Nick Mallett, lacrime negli occhi di Leo Ghiraldini e tanta delusione nelle voci degli altri protagonisti. Che cercano di spiegare un fallimento. “L’Irlanda

Delusione. Come era ovvio e giusto che fosse. L’Italia lascia l’Otago Stadium e il Mondiale consapevole di aver perso un match in cui una sola squadra ha dominato. Tristezza nelle parole di Nick Mallett, lacrime negli occhi di Leo Ghiraldini e tanta delusione nelle voci degli altri protagonisti. Che cercano di spiegare un fallimento.

“L’Irlanda ha giocato un grande match, noi invece abbiamo pagato l’infortunio di Martin, ma non credo ci sia stato qualcosa in particolare che non ha funzionato – le prime parole di Mallett, che continua – Sì, ci sono stati due errori di Bocchino, ma a questo livello se si sbaglia un minimo si viene puniti. E’ l’alto livello, punto”. Ma poi il coach sudafricano entra nei dettagli per spiegare il crollo della ripresa. “Con l’Australia hanno alzato loro il ritmo, oggi invece abbiamo ceduto noi sulla linea dei vantaggio, ma soprattutto abbiamo commesso molti falli in mischia dopo l’uscita di Castro”.
Anche Ghiraldini, in conferenza al posto di un acciaccato Parisse, cerca di spiegare cosa ha sbagliato l’Italia e, involontariamente, punta il dito sulla filosofia difensivistica dell’Italia. “Nel primo tempo abbiamo sofferto, abbiamo difeso molto e questo ci ha stancato. Poi abbiamo sprecato le poche occasioni avute. Cosa ci manca? Forse concretizzare le occasioni e galvanizzarci”.
In mixed zone il primo ad arrivare è Mirco Bergamasco. “Torniamo a casa domani, quindi non siamo contenti, questo è ovvio. Loro hanno dominato dall’inizio alla fine, mi spiace per chi era all’ultimo mondiale – forse anche io”. Un parallelo con l’Australia e il crollo nella ripresa lo fa poi Andrea Masi “Rispetto all’esordio questa volta siamo stati dominati, non direi che c’è stato un calo di concentrazione o mentale”.
Mauro Bergamasco, invece, fa il punto di quattro anni di gestione Mallett. “Sono stati anni importanti, soprattutto gli ultimi due hanno visto molti giovani crescere e imporsi. Credo, e spero, che da qui vi possa essere una nuova ripartenza per il rugby italiano”.
Alessandro Zanni, invece, evidenzia il problema avuto nei punti d’impatto. “Li abbiamo subiti sia in difesa sia in attacco, noi non avanzavamo, loro sì”. Da un esperto a un giovanissimo, Tommy Benvenuti non cerca scuse, ma guarda anche al suo mondiale. “Parlare di stanchezza per i cinque giorni di riposo è assurdo, non può essere una scusa valida. Personalmente ovviamente vado via con un bagaglio incredibile d’esperienza – dice Benvenuti, che poi si schermisce quando gli chiedo di un rumor che gira nell’ambiente azzurro -. Io futura apertura? Non credo proprio, non mi ci vedo”.
Infine, con cinque punti di sutura alla tempia, arriva capitan Parisse. “Moralmente sono, e siamo, giù, ma oggi bisogna essere realisti e ammettere che l’Irlanda è stata più forte. Da queste cose i giovani devono imparare, ma sono contento perché la squadra si è assunta le sue responsabilità, ha giocato da veri uomini e abbiamo messo tutto”.
Due mete in pochi minuti, un secondo tempo iniziato sotto tono, come con l’Australia gli faccio notare. Ma non c’è un problema mentale in questa squadra? “Non credo ci sia stato un calo mentale, loro sono stati ad accelerare il gioco nella ripresa e noi sicuramente abbiamo commesso errori”. Infine una chiosa che guarda al domani “Per il futuro ci sono giovani di qualità, di questo sono certo”. Appuntamento a Inghilterra 2015, dunque, con i giovani del futuro.


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