Rugby&Denaro – Australia e Nuova Zelanda uniti (solo) per i soldi

In queste tre settimane passate in Nuova Zelanda ho capito poche cose. Una di queste è che per i neozelandesi l’Australia è come per noi italiani la Francia. Si tifa contro e si “odia” a prescindere. Ed è un sentimento ricambiato di cuore. Insomma, All Blacks e Wallabies sono acerrimi nemici ovali… fino a quando

In queste tre settimane passate in Nuova Zelanda ho capito poche cose. Una di queste è che per i neozelandesi l’Australia è come per noi italiani la Francia. Si tifa contro e si “odia” a prescindere. Ed è un sentimento ricambiato di cuore. Insomma, All Blacks e Wallabies sono acerrimi nemici ovali… fino a quando non ci sono di mezzo i soldi.

Ho raccontato ieri della polemica innescata dalla Federazione neozelandese riguardo i costi di una Rugby World Cup per le squadre tier 1 e di, come, gli All Blacks minaccino di boicottare Inghilterra 2015. Ecco, 24 ore dopo arriva la risposta australiana e, questa volta, Aussies e Kiwis parlano la stessa lingua.
“Come ha giustamente sottolineato Steve Tew – le parole di John O’Neill big boss dell’Aru – l’attuale modello economico e insostenibile e inaccettabile. Chiediamo all’Irb di risolvere questa questione urgentemente, perché come federazione l’Aru non può permettersi queste perdite ogni quattro anni”. E per evitare polemiche con le nazioni emergenti e per non passare per i grandi, ricchi e cattivi, O’Neill continua. “L’Australia appoggia al 100% i programmi di crescita e assistenza economica per le nazionali emergenti e per la crescita globale del rugby, ed è volontà di tutti che i team tier 2 arrivino velocemente al nostro livello, sia in campo sia fuori. Ma (perché c’è sempre un ma in questi casi, ndr.) bisogna anche pensare ai bisogni economici e finanziari delle federazioni più importanti, i cui team sono quelli che, alla fine, garantiscono il successo commerciale della Rugby World Cup”. Insomma, detto papale papale: va bene aiutare Georgia, Romania o Namibia, ma se non ci fossero All Blacks, Wallabies e Inghilterra il mondiale non se lo filerebbe nessuno. Verissimo, ma O’Neill e Tew dimenticano una cosa: un mondiale tra pochi eletti sarebbe altrettanto un fallimento.


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