Gli speciali di Crimeblog: Denise Pipitone – Prima Parte

Sono passati cinque anni dalla scomparsa della piccola Denise Pipitone e il mistero che circonda la vicenda continua. Negli ultimi anni sono stati segnalati una serie di avvistamenti, tutti rivelatisi poi falsi allarmi, ma nonostante tutto i suoi genitori continuano ancora a sperare nel lieto fine. Cerchiamo di riepilogare i punti salienti di questo caso,

Sono passati cinque anni dalla scomparsa della piccola Denise Pipitone e il mistero che circonda la vicenda continua. Negli ultimi anni sono stati segnalati una serie di avvistamenti, tutti rivelatisi poi falsi allarmi, ma nonostante tutto i suoi genitori continuano ancora a sperare nel lieto fine.

Cerchiamo di riepilogare i punti salienti di questo caso, che continua a colpire milioni di italiani. L’inizio di tutto è ben descritto sul sito Cerchiamodenise.it, disponibile anche in diverse lingue:

La piccola Denise Pipitone è nata il 26 ottobre del 2000, a Mazara Del Vallo (TP), Sicilia. Appena il tempo di servire in tavola la pasta per il pranzo e Denise Pipitone era sparita dal marciapiede davanti alla porta di casa dove stava giocando. La scomparsa è avvenuta intorno a mezzogiorno dell’1 settembre 2004 a Mazara del Vallo (Trapani) in via Domenico La Bruna, angolo, via Castagnola, che porta velocemente all’autostrada. Denise ha svoltato l’angolo della strada, per rincorrere un cuginetto, dove abita una zia della bambina che ha riferito di averla vista l’ultima volta intorno alle 11,45 fare capolino e poi tornare verso casa, dove non vi ha fatto ritorno, il tutto è successo in pochi minuti.

Nessuno si è accorto di nulla, nessun testimone oculare si è mai fatto vivo. Iniziano gli appelli disperati della signora Piera Maggio, la madre, le ricerche, si avanza l’ipotesi del movente privato, si arrivano ad offrire 50mila euro di ricompensa, ma i risultati scarseggiano ad arrivare.

Si va a Chi L’Ha Visto? e viene aperto un conto corrente per la solidarietà: qualche settimana dopo, nell’ottobre dello stesso anno, arriva la prima segnalazione: una bambina molto simile a Denise è stata vista insieme ad una famiglia di nomadi.

La guardia giurata che ha segnalato la cosa è riuscito a fare un breve video in cui si vede la donna nomade rivolgersi alla piccola chiamandola “Danàs” e quest’ultima rispondere “Dove mi porti?

Molti i dettagli che fecero pensare che quella bambina fosse Denise. Di quel gruppo di persone, però, si persero le tracce per sempre, nessuno li conosceva e nessuno afferma di averli mai visti. Quella fu la prima grande delusione. Ne seguirono altre, con una certa frequenza.

Nello stesso periodo una telefonata anonima invita Piera Maggio a “non piangere” e subito si pensa ad una chiamata dei presunti rapitori. Le indagini si concentrano in un campo rom di Padova e lì, anziché trovare Denise, le autorità rintracciano una ragazza bulgara di 14 anni venduta dai suoi genitori a un tribù.

Nel frattempo le indagini si concentrano anche sui familiari della Pipitone e si fa strada l’ipotesi delle messe nere. Anche questa pista si rivela un buco nell’acqua.

Intervengono anche i servizi segreti e viene addirittura interpellata una medium poi, nel marzo del 2005, Denise viene riconosciuta un video girato con un telefonino in una città del Nord.

Sono sicura, in quelle immagini ho riconosciuto mia figlia. Ho sentito anche la voce: è lei, era solo un po’ dimagrita ma stava beve, spero che la trattino bene.

A domani con la seconda ed ultima parte.

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