Ore 17 – Scintille tra Radicali e Veltroni: la Bonino lancia in resta

Prima che il gallo canti (cioè prima che si aprano le urne il 13 e 14 aprile) è già bufera tra i radicali e il Partito democratico. Alla prima verifica del discusso e controverso “patto” elettorale fra PD e Partito radicale è scontro sulle candidature. L’ira della Bonino si abbatte come una scure su Veltroni.

Prima che il gallo canti (cioè prima che si aprano le urne il 13 e 14 aprile) è già bufera tra i radicali e il Partito democratico. Alla prima verifica del discusso e controverso “patto” elettorale fra PD e Partito radicale è scontro sulle candidature. L’ira della Bonino si abbatte come una scure su Veltroni. Emma torna a calzare l’elmetto: furiosa, un diavolo per capello, accusa di inaffidabilità e scorrettezza Veltroni e minaccia di non candidarsi -né in Piemonte né da nessun’altra parte- perché grida al tradimento e ritiene di essere trattata dal PD, alla stregua di Fiona May, come donna oggetto. Di fatto la Bonino, da partigiana garantista, spinge per avere “garantiti” sotto l’ala del PD i 9 radicali da portare diritti nelle poltrone del Parlamento. Tanto il voto è superfluo.

Frastornato, il leader del pidì si fa forte della sua strategia, quella del “mai stati”. E sfodera la sua arma migliore: del “non sapere”, dell’ “io non c’ero”, o “se c’ero non sapevo”. Uolter smorza, attutisce, rassicura: “I nove eletti radicali ci sono, ci sono”. Come a dire, avete già rotto, lo sapevamo che avreste rotto, siamo certi che continuerete a rompere.

Alzi la mano chi ha anche un solo (uno solo!) dubbio su come finirà il “matrimonio” (in questo caso una clamorosa annessione) fra i radicali del vetusto ma sempiterno Pannella e i democrats del novello amerikano Uolter. A quaranta giorni dal voto, già volano gli stracci. Seguiranno presto urla e oggetti contuntendi. E querele. Nei particolari, tuona l’irabonda Bonino: “Ieri sera è stata data la lista dei candidati radicali ed emerge chiaramente che la proposta dei 9 eletti non è mantenuta”. Ma va! Chissà come sbuffa il non violento Pannella? Ma non è finita qui. Prosegue la Bonino: “Non intendo candidarmi in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro (Veltroni e i DS ndr) sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono”.

Altro che le moine della scorsa settimana! Il meteo prevede per le prossime ore un brusco ritorno dell’inverno. Fra radicali e PD c’è già aria di tempesta. Sarà davvero un miracolo se riusciranno a convivere fino alle elezioni del 13 e 14 aprile. Bel colpo Uolter. Barra diritta! Chissà che a forza di strappi la corda non ceda. Sul fronte radicale, dopo aver svenduto anima e simbolo per un piatto di lenticchie, non resta che attendere la minaccia di Pannella per un nuovo sciopero della fame. Non è un caso che sia nel loft dei democrats che dalle parti di Largo di Torre Argentina cercano ogni pretesto per rompere il tenue filo che li lega. Vale anche qui la regola che chi rompe paga e i cocci sono suoi.