Conferenza stampa di Berlusconi: la diretta

21:48 – Nell’appello finale Berlusconi ricorda le 36 riforme strutturali, «abbiamo messo insieme 12 diversi codici eliminando migliaia di leggi, siamo stati l’unico governo ad abbassare la pressione fiscale, abbiamo ridotto del 30% i reati». Veltroni è un «liberale d’accatto. La sinistra ha messo in ginocchio l’Italia, rialzati Italia». Battuta finale: «sembra di essere dal

di dario10

21:48 – Nell’appello finale Berlusconi ricorda le 36 riforme strutturali, «abbiamo messo insieme 12 diversi codici eliminando migliaia di leggi, siamo stati l’unico governo ad abbassare la pressione fiscale, abbiamo ridotto del 30% i reati». Veltroni è un «liberale d’accatto. La sinistra ha messo in ginocchio l’Italia, rialzati Italia». Battuta finale: «sembra di essere dal dentista, “avanti il prossimo!”». Grande.

21:45 – Se gli ex-alleati (leggi Casini) volessero tornare con noi, «le porte sono non aperte, ma spalancate». Bossi non ha detto che Berlusconi fa svarioni in tv, ha fatto «una battuta che è stata drammatizzata».

21:43 – Berlusconi «non avverte» la precarietà come dramma della società. «Abbiamo il record europeo di contratti a tempo indeterminato, sono l’87 e qualcosa percento». La globalizzazione lo preoccupa, ma nel senso che nei paesi poveri la manodopera sta cominciando a costare di più.

21:32 – Colpo di scena. «Lo Stato non può permettere il fallimento di Alitalia, sarebbe un sacrilegio». Il più grande propagandista del libero mercato in Italia si è riscoperto improvvisamente statalista.

21:31 – L’unico vero colpo, finora, lo assesta a sorpresa la sconosciuta moderatrice del confronto, che rinfaccia brillantemente a Berlusconi la battuta sulla necessità per le ragazze precarie di sposare un miliardario. «Io non l’ho fatto, purtroppo, ma me lo diceva sempre la mia mamma». Stoccata elegante e mordace.

21:30 – Berlusconi insiste nel dire che la riforma Moratti è l’unica riforma della scuola italiana dai tempi di Mussolini e Giovanni Gentile. Evidentemente non ha mai sentito parlare dei decreti delegati del 1974, oppure se n’è dimenticato.

21:27 – Marcello Sorgi tocca un punto nodale: Berlusconi ha davvero la volontà (e la forza) di vincere? Berlusconi non ha dubbi che il Pdl vincerà al senato, però è pronto a chiedere al PD il voto per approvare disegni di legge presenti nei programmi elettorali di entrambi i partiti. Forse però non ricorda di quella volta che ha votato contro il rifinanziamento della missione in Afghanistan solo perché il governo Prodi era a favore.

21:23 – La domanda di Gianni Riotta è, come sempre, molto concreta e mirata ai problemi veri degli Italiani: bisogna boicottare le olimpiadi di Pechino, non boicottarle o lasciare libertà di coscienza ai singoli atleti? Berlusconi risponde che è un errore boicottare, e bisogna far capire «con le merci» ai cinesi il valore del liberismo. Come se i cinesi non fossero pratici di merci.

21:20 – Mauro Mazza chiede a Berlusconi cosa pensa di Veltroni. Il capo del PdL ammette che il suo competitor «ha dato una certa scossa nei sondaggi» recuperando «qualche punto» di consenso. Però poi, «accorpando il peggio del peggio del peggio, cioè il partito di Di Pietro», ha dimostrato di essere giustizialista, e poi ha confermato ipocritamente l’«alleanza totale e completa, tutti insieme appassionatamente» con la sinistra estrema sul piano locale. Ma Berlusconi non ha fatto la stessa identica cosa con il partito di Casini?

21:17 – Il giornalista Folli chiede conto a Berlusconi (per la prima volta sorridente) della definizione di «forche caudine» da lui affibiata all’istituto della promulgazione delle leggi da parte del Presidente della Repubblica. Il presidente del PdL risponde che oggi egli è insostituibile nel centro-destra, e che «la sinistra» – dopo aver rubato le elezioni del 2006 grazie a brogli elettorali – ha occupato con dei suoi sgherri tutti i gangli della democrazia. Più che avversari, emerge il ritratto di veri e propri banditi golpisti.

21:12 – Berlusconi promette drastici tagli al settore pubblico: abolizione delle provincie, delle comunità montane, vendita del patrimonio dello Stato («le caserme nelle grandi città» – ma a chi venderà la caserme?). Poi l’abolizione dell’ICI (già fatta da Prodi per il 40% dei contribuenti) e la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività in base ad accordi tra singoli lavoratori e singoli imprenditori. Anche se la forza contrattuale di questi due soggetti non sarà certamente la stessa.

21:08 – Dopo aver attaccato gli ex alleati, Berlusconi tratteggia una visione drammatica dell’Italia di Prodi. Infrastrutture insufficienti, prezzi impazziti, un bisogno disperato di nucleare, e ovviamente la spazzatura per le strade. Tutti i suoi cavalli di battaglia, tranne lo stalinismo, sono già stati spesi nei primi 8 minuti.

21:06 – Eccolo. Berlusconi. Terreo. Sono lontani i tempi dei sorrisi. Parte immediatamente all’attaco col tema di questi ultimi giorni, il voto utile. «Un voto non dato al PDL è un voto per Veltroni».

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