Come nasce il calendario delle Tribune Elettorali RAI

In attesa della seconda diretta elettorale di PolisBlog, in onda stasera con il duello da sognoGrilli Parlanti-Bene Comune (e chi se lo perde), è d’uopo una riflessione sui criteri di scelta di mamma RAI. Si sa che il sonno della ragione genera mostri, e certamente più di una persona di buonsenso dev’essere caduta in uno

di luca17,

In attesa della seconda diretta elettorale di PolisBlog, in onda stasera con il duello da sognoGrilli Parlanti-Bene Comune (e chi se lo perde), è d’uopo una riflessione sui criteri di scelta di mamma RAI. Si sa che il sonno della ragione genera mostri, e certamente più di una persona di buonsenso dev’essere caduta in uno stato di profondo torpore all’epoca del varo della par condicio. Ancora echeggia alle nostre orecchie la voce chioccia e vagamente donabbondiana dell’ex-presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro che invoca il suddetto binomio latino strascicando la “erre” da par suo… uno dei veri tormentoni di inizio Seconda Repubblica, ancor più slogan della Milano da Bere del quale autore (Marco Mignani) piangiamo la recente scomparsa.

Ma non perdiamo di vista la nostra indagine psicologica, nata proprio dalle esigenze parcondiciologiche. Un bel giorno in uno studiolo ai piani alti del palazzo un accrocchio di dirigenti RAI si raduna per il briefing pre-elettorale. Tra un caffè e un crodino qualcuno legge l’ordine del giorno che prevede la redazione del calendario delle tribune elettorali delle ultime due settimane pre-voto. Qualcuno estrae i regolamenti, qualcun altro il codice etico, mentre il solito bene informato salta su e proclama che il Cavaliere ha definitivamente cassato l’idea del confronto diretto col Walter nazionale. Panico. “Vespa non sarà contento” – “E comunque che si fa?” – “E vabbe’, noi si butta giù un calendario come capita; Berlusconi e Veltroni li piazziamo a inizio giro, anche se separati, e per gli altri una soluzione si trova.”

Ed ecco a voi la geniale soluzione, figlia della legge di cui sopra, e parto meditabondo di una congrega di menti eccentriche ma certamente esperte di spettacolo:

  • mercoledì 2: Renzo Rabellino (Lista dei Grilli Parlanti) contro Stefano Montanari (Per il bene comune) – Dopo l’abbuffata di martedì si riparte col botto. Rabellino ha già dato significativa prova di sè recentemente e non dovrebbe deludere le attese, specialmente se codesto Montanari dovesse tenergli bordone (sempre in senso spettacolare, s’intende)
  • giovedì 3: Marco Ferrando (Partito Comunista dei Lavoratori) contro Stefano De Luca (Partito Liberale Italiano) – Serata che avrò il privilegio di seguire personalmente e che mi auguro ripristini un clima da 48, stile “nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no”. Prevedo grosse soddisfazioni.
  • venerdì 4: Roberto Fiore (Forza Nuova) contro Daniela Santanché (La Destra) – L’apoteosi. Ecco, questa scelta è meravigliosa, chi sarà stato ad avere l’idea di farli incontrare? Non mi perderei lo scontro nemmeno se dovessi rinunciare alla finale di Coppa Campioni.

    Viva mamma RAI, anche quest’anno ci stai dando grandi soddisfazioni… ed è solo la prima settimana!

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