Sport&Doping – In Sud Africa ci si “bomba” a scuola

Non è il primo caso, purtroppo, e non sarà l’ultimo. In Sud Africa quattro giovanissimi sono risultati positivi ai test antidoping durante il Craven Week, un torneo provinciale scolastico di rugby cui partecipano ragazzi minorenni. Quattro giovani, tutti sotto i 17 anni, sono risultati positivi ad anabolizzanti e presentano elevati livelli di testosterone.La piaga del

Non è il primo caso, purtroppo, e non sarà l’ultimo. In Sud Africa quattro giovanissimi sono risultati positivi ai test antidoping durante il Craven Week, un torneo provinciale scolastico di rugby cui partecipano ragazzi minorenni. Quattro giovani, tutti sotto i 17 anni, sono risultati positivi ad anabolizzanti e presentano elevati livelli di testosterone.

La piaga del doping torna prepotente in Sud Africa e nel rugby, ma questa volta non si parla di professionisti, ma di ragazzini che praticano sport a livello scolastico. Durante uno dei più importanti tornei locali juniores, infatti, quattro atleti sono risultati positivi a steroidi anabolizzanti e due di loro hanno presentato alti livelli di testosterone. A preoccupare, oltre alla positività, è il fatto che i quattro casi rappresentano l’8,7% dei giovani sottoposti a test antidoping, una percentuale elevatissima e preoccupante.
Il Craven Week è uno degli appuntamenti clou per gli scout alla ricerca di futuri campioni e questo spinge la commissione antidoping a pensare che altri ragazzi abbiano fatto uso di sostanze dopanti nel corso degli ultimi mesi, ma abbiano smesso in tempo per poter passare i test. Insomma, il doping si conferma diffuso in Sud Africa e anche a livello giovanile. Una piaga che l’intero movimento, a partire dall’Irb, non può più far finta di non vedere.