Federico Mastrostefano, il nuotatore dell’isola dei famosi

Alex Decunha - 13 anni

Federico Mastrostefano non è un uomo, è un tipo di pesce. Come sa nuotare lui, quasi nessun altro: espressione di forza, di potenza, avesse avuto pure l’eleganza, sarebbe stato perfetto. Abbiamo nuotato insieme, in società sportive in competizione tra loro. Quante gare, quanti scontri con alterne fortune, una volta io, una volta lui sul gradino più alto del podio, senza grandi squilibri. Si finiva nella stessa batteria sia alle gare regionali sia a quelle nazionali, a causa dei nostri tempi diversi solo per pochi decimi di secondo. A volte capitava di fare la stessa frazione a stile libero nelle staffette e allora la battaglia si rinnovava ed era ancora più bello.

I veri campioni di allora (Massimiliano Rosolino ed Emiliano Brembilla) qualche volta ci lasciavano spazio, chiusi nei loro dorati ritiri della FIN a preparare gare ancora più importanti, olimpiadi, mondiali, europei. Ma lui dava il massimo indipendentemente da chi c’era in vasca: puntava con una grinta incredibile a batterti, ti guardava in cagnesco, pur di intimidirti. Alto, muscoloso, un incredibile Hulk de’ noantri. Lui controllava la mia corsia, io la sua, difficile ci fossero altri.

Poi, qualche gara saltata, qualche assenza ripetuta, infine ci siamo persi di vista. Ho pensato che l’impossibilità di essere sempre il più alto sul podio lo avesse scoraggiato, forse non ci stava proprio a non essere sistematicamente premiato come primo, voleva essere un numero uno, perchè aveva la stoffa per esserlo, magari da un’altra parte.

Tempo dopo, in attesa del mio turno per ritirare il rinnovo del brevetto di assistente bagnanti in Federazione Salvamento, mi sono attardato a leggere le notizie in bacheca. Federico Mastrostefano nel frattempo era diventato…lui, un italiano, di Manziana, nientemeno che il campione del mondo di salvamento! Gare dure e difficili, dove trascinare un manichino che fa finta di stare a galla, quando anche un uomo vero già affogato ti aiuta meglio a riportarlo a riva, è uno sforzo sovrumano, e a bordo vasca, quello stupido manichino ti guarda a bocca aperta, sornione, come ad aspettare una respirazione bocca a bocca.

Con quella medaglia da campione Federico Mastrostefano ha vinto per tutti noi, salvando e uccidendo al tempo stesso l’odiato manichino. Lui è fatto così, o il trono del re, o niente. E sul trono c’è arrivato. Poi ha fatto altre cose, il tronista, il naufrago dell’isola dei famosi, ma questa è un’altra storia. Dopo gli inevitabili obblighi contrattuali con l’isola, spero solo che non finisca a rimediare comparsate in questo o quel locale, un tanto a scatto. Lui è capace di inventarsi progetti sicuramente più importanti e centrare tutti gli obiettivi che si prefigge.

Ciao Federico.

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