Scatti di nera – Quei bravi ragazzi

“Che io mi ricordi ho sempre voluto fare il gangster“, queste le ormai famosissime parole pronunciate da Henry Hill/Ray Liotta nell’incipit di quello che è considerato un caposaldo tra i “Mafia Movie” ovvero “Quei bravi ragazzi”, pellicola del 1990 diretta da Martin Scorsese che fornisce una analisi attenta e socialmente accurata di un universo parallelo

Che io mi ricordi ho sempre voluto fare il gangster“, queste le ormai famosissime parole pronunciate da Henry Hill/Ray Liotta nell’incipit di quello che è considerato un caposaldo tra i “Mafia Movie” ovvero “Quei bravi ragazzi”, pellicola del 1990 diretta da Martin Scorsese che fornisce una analisi attenta e socialmente accurata di un universo parallelo che da sempre rappresenta il lato oscuro “dell’american dream” e che ha fatto valere l’oscar a Joe Pesci per l’interpretazione di Tommy DeVito, personaggio modellato su Thomas Anthony “Two-Gun Tommy” DeSimone, spietato killer associato alla famiglia Lucchese.

Ed è proprio De Vito il personaggio che fa fare un salto di qualità al film che lo imprime nelle menti degli spettatori, Tommy è un impulsivo, segue il suo istinto e uccide con una impressionante facilità, è una scheggia impazzita, temuto dai suoi stessi compari, memorabile in questo la famosa scena del “Ti sembro buffo?”, e che rimarrà vittima del suo temperamento.
Ti sembro buffo?Tommy DeVito a sangue freddo la furia di Tommy 1 La furia di Tommy 2

La sua fine arriverà dopo aver massacrato di botte e ucciso un “intoccabile” che aveva osato provocarlo, ingannato dal miraggio di diventare un affiliato e verrà invitato ad una finta cerimonia di iniziazione e tolto di mezzo in maniera fredda e calcolata, in contrapposizione ai suoi omicidi sempre violentemente improvvisi e crudeli.

La morte di Tommy 2 La morte di Tommy 1 Inganno svelato
Pesci-Tommy uccide seguendo l’istinto, senza mai seguire la complicata logica criminale che regola il mondo della malavita, contrapponendo però alla ferocia dei suoi atti un distacco quasi glaciale una volta che questi sono compiuti, addirittura scherzandoci su, facendo capire allo spettatore quanto sia banale la violenza nel contesto malavitoso.
Pensiamo infatti alla scena della cena improvvisata con la madre, alla quale Tommy chiede un coltello in prestito per finire la vittima nascosta nel baule, o la faccia stufata quando De Niro lo rimprovera per aver ucciso un cameriere.
la tranquillità della violenza 1 la tranquillità della violenza 2
Sono il volto ed i gesti di un uomo che ha reso l’omicidio la violenza semplici come respirare, atti banali che un “bravo ragazzo” deve compiere, l’unico gesto di pentimento De Vito lo dimostra nell’omicidio che sarà causa della sua esecuzione, quando chiede scusa al protagonista per sporcato di sangue il pavimento del suo locale. Un gesto totalmente assurdo, visto il contesto, e che rende perfettamente i paradossi tra violenza e normalità che regolano questa figura.
Pentimento
Ma a voler ben vedere quel gesto rappresenta una presa di coscienza, forse Tommy per una volta si è reso conti di aver fatto il passo più lungo della gamba, anche se questo non gli impedisce di continuare ad uccidere, un passo che lo porterà in una villa, vestito di tutto punto, dove gli spareranno in faccia, per impedire alla madre di fare un funerale con la bara aperta.

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