Ore 12 – L’Italia berlusconiana, l’Italia antiberlusconiana

Mentre il premier Silvio Berlusconi, per timore di uno strappo di Bossi, mette in cima alle priorità nazionali la riforma del federalismo (persino davanti a quella della giustizia), l’Italia a due velocità avanza (o indietreggia) imperterrita. E’ infatti un paese spaccato a metà, quello emerso dalla “fotografia” sulla “qualità della vita” scattata da Il Sole

Mentre il premier Silvio Berlusconi, per timore di uno strappo di Bossi, mette in cima alle priorità nazionali la riforma del federalismo (persino davanti a quella della giustizia), l’Italia a due velocità avanza (o indietreggia) imperterrita.

E’ infatti un paese spaccato a metà, quello emerso dalla “fotografia” sulla “qualità della vita” scattata da Il Sole 24 Ore. Altro che Paese medio!

Con un nord-centro che tenta (illusoriamente) di viaggiare col treno dell’Europa più avanzata e un sud economicamente, socialmente, culturalmente alla deriva.

Ma oggi il rischio è un altro: che la grande crisi meridionalizzi l’intero paese.

Negli ultimi cinque anni anche il nord ha rallentato la sua corsa e in questi ultimi mesi è sempre più stretto nella morsa della recessione.

Il Sole 24 Ore traccia un quadro significativamente allarmante, dove la crescita economica dell’Italia negli ultimi anni è stata pari a un terzo di quella europea: “Fatto 100 il Pil reale pro capite dell’Europa a 27, le province lombarde passano da 156 nel 2000 a 136 nel 2005, quelle venete da 141 a 124, l’Italia da 117 a 105”.

Numeri che segnano il declino economico (e non solo) di una nazione. Numeri che, quando saranno aggiornati rispetto agli ultimi mesi del 2008 e ai primi mesi del 2009, faranno rizzare i capelli!

In definitiva, una Italia che si sta staccando dall’Europa più avanzata. E dentro l’Italia, un mezzogiorno che invece di ridurre il proprio gap, s’avvita in caduta libera.

Pesano problemi storicamente irrisolti. Ma gli ultimi 15 anni, quelli della cosiddetta seconda Repubblica, sono stati devastanti. Sono i frutti del “berlusconismo”. E anche dell’”antiberlusconismo”.