Affari italiani – Amatori Milano, un fallimento in silenzio

Telefoni spenti o non raggiungibili, un sito internet abdicato, una pagina facebook morta da tempo. La fine, ingloriosa, dell’Amatori Milano si racchiude tutta nel silenzio dei suoi protagonisti. Di quella dirigenza che negli ultimi due anni ha lasciato che la formazione meneghina andasse allo sbando, fino alla retrocessione in Serie B. E ora la scomparsa

Telefoni spenti o non raggiungibili, un sito internet abdicato, una pagina facebook morta da tempo. La fine, ingloriosa, dell’Amatori Milano si racchiude tutta nel silenzio dei suoi protagonisti. Di quella dirigenza che negli ultimi due anni ha lasciato che la formazione meneghina andasse allo sbando, fino alla retrocessione in Serie B. E ora la scomparsa è alle porte, anche se uno spiraglio forse c’è.

Il cuore dei giocatori e dello staff tecnico, che in questa stagione hanno fatto di tutto per onorare una maglia storica, non è bastato. L’Amatori è retrocessa sul campo e, quel che è peggio, è scomparsa fuori da esso. Ieri a riassumere perfettamente la situazione ci ha pensato Luca Talotta su CronacaQui. Ecco alcuni stralci del suo articolo, che riassumono la vergogna della Milano ovale targata Amatori.
“La solitudine di non poter gridare al mondo. L’Amatori Milano, la soceità più titolata d’Italia, alza bandiera bianca e dice addio al mondo del rugby. Un addio triste, tra l’anonimato più totale. Sito internet inaccessibile da diverso tempo, pagina facebook non aggiornata da tempo immemore e cellulari perennemente spenti. […] E così scompare, per la seconda volta nel giro di 12 anni, la società più titolata d’Italia; alzò bandiera bianca nel 1998 per poi rinascere nel 2002, per mano di un gruppo di ex giocatori dell’Amatori, guidati dall’ex capitano Massimo Giovanelli e Marcello Cuttitta. Ora, di nuovo nel precipizio. […] E Milano perde un altro tassello della sua storia sportiva. Senza che nessuno se ne accorga”.
Ma al pessimismo, più che lecito, fa da contraltare la speranza che Marcello Cuttitta, coach della squadra, testimonia sulle pagine odierne di QS in un’intervista a Giorgio Sbrocco. Parlando della stagione passata, Marcello guarda il bicchiere mezzo pieno “si è trattato dì una vittoria dell’orgoglio e del senso di appartenenza. Ottenuta fra mille difficoltà. Da un gruppo di 20 ragazzi e dai miei amici Tommasi e Merlo (dello staff tecnico della squadra, nda) che, a dicembre, hanno visto letteralmente fuggire ben 15 compagni, evidentemente non più disposti a sopportare una gestione societaria che ha brillato per la colpevole assenza e per l’incapacità di prendere coscienza dei problemi”. E per il futuro Cuttitta confida che spera in un ricambio dirigenziale “negli ultimi giorni – spiega – pare che Massimo Giovanelli e Francesco Cavallaro siano riusciti a individuare una cordata intenzionata a sanare la situazione e far fronte agli impegni della nuova stagione sportiva”. Una speranza con poche certezze, però “L’Amatori è attualmente una società senza giocatori, senza settore giovanile, senza società delegate e senza campo di gioco. Mi auguro che il Giova riesca nel suo tentativo. Ma so già che non sarà facile”.
Sperando che, se l’Amatori riuscirà nel miracolo di salvarsi, la società cambi radicalmente tutto. Dalle persone alla filosofia che l’ha guidata fino a oggi. Puntando, finalmente, su un vivaio, su una collaborazione con le altre realtà milanesi e su una politica più lungimirante di quella avuta sino a ora.