Rugby seven – La Francia sceglie il professionismo

Bistrattato a lungo, lasciato ai margini del rugby che conta, il rugby a sette ha ritrovato una nobiltà da quando è diventato sport olimpico. Dal 2016, a Rio de Janeiro, sarà, infatti, disciplina a cinque cerchi. E ora le Federazioni che lo hanno bistrattato corrono ai ripari. Come la Francia, che da oggi ha scelto

Bistrattato a lungo, lasciato ai margini del rugby che conta, il rugby a sette ha ritrovato una nobiltà da quando è diventato sport olimpico. Dal 2016, a Rio de Janeiro, sarà, infatti, disciplina a cinque cerchi. E ora le Federazioni che lo hanno bistrattato corrono ai ripari. Come la Francia, che da oggi ha scelto il professionismo anche per il rugby seven.

La FFR, la Federazione francese, ha infatti deciso di creare un gruppo di giocatori specializzati nel rugby seven, proprio in prospettiva delle Olimpiadi del 2016. La Francia, infatti, non è tra le nazioni più forti nella versione ridotta della palla ovale e la qualificazione alle Olimpiadi appare, oggi, un miraggio per i transalpini. Ed ecco, quindi, che otto atleti verranno messi sotto contratto dalla FFR proprio per specializzarsi nel rugby seven ed essere pronti per l’appuntamento olimpico. Gli otto giocatori sono Manoël Dall’Igna (La Rochelle), Renaud Delmas (Périgueux), Vincent Deniau (Dax), Jean-Baptiste Mazoué (Brive), Thibaut Zambelli (Brive), Paul Albaladejo (FFR), Terry Bouhraoua (Clermont) e Jean-Baptiste Bélanger (FFR).
Una struttura parallela a quella federale standard, un gruppo di giocatori scelti e cresciuti proprio in ottica seven, magari un torneo nazionale dal quale pescare possibili nazionali, una comunicazione che faccia conoscere questa specialità in un Paese che ne è digiuno. Il minimo sindacale per puntare alle Olimpiadi. I nostri cugini il primo passo lo hanno fatto, e noi?