Annozero. La diretta di PolisBlog

Cari amici di PolisBlog. Tra un’ora circa daremo qui inizio alla diretta di Annozero. Appuntamento alle 21.Ore 21.06 Buonasera a tutti. La trasmissione prende il via con Santoro che ricorda Curzi e la pausa natalizia di Annozero fino al 15 gennaio. Ironia sull’authority che si riunisce il 24 dicembre e presentazione di Marco Travaglio.Ore 21.15

di luca17



Cari amici di PolisBlog. Tra un’ora circa daremo qui inizio alla diretta di Annozero. Appuntamento alle 21.

Ore 21.06 Buonasera a tutti. La trasmissione prende il via con Santoro che ricorda Curzi e la pausa natalizia di Annozero fino al 15 gennaio. Ironia sull’authority che si riunisce il 24 dicembre e presentazione di Marco Travaglio.

Ore 21.15 Travaglio apre sul governatore amico di Obama, sottolineando però che negli Usa le intercettazioni sono consentite. Da qui al confronto con l’Italia il passo è breve; tutti hanno parlato di presunzione d’innocenza per Del Turco, e ora? Paragone piuttosto azzeccato tra il suddetto Blagojevic e Totò Cuffaro. Nel complesso un po’ fiacca l’invettiva di Travaglio; sappiamo tutti che il confronto tra la magistratura americana e quella italiana – una delle più politicizzate al mondo – è pressoché inattuabile. Del Pd poi si è parlato pochissimo, quasi niente (solo un accenno nel finale all’Abruzzo). Siamo tutti d’accordo che Cuffaro è impresentabile, ma perché non citare neanche uno dei protagonisti dello scandalo napoletano? Era l’occasione per dimostrare di saper denunciare tutti con equidistanza, e questa occasione Travaglio l’ha immancabilmente persa. Delusione.

Ore 21.21 Al ritorno in studio la parola a Di Pietro (febbricitante) che affronta di petto il caso Margiotta. L’Idv è stato l’unico partito a votare a favore dell’autorizzazione a procedere per il deputato Pd, e il suo leader giustamente lo fa notare, sottolineando che non c’era alcuna ragione per votare contro. Difficile dargli torto e fin dall’inizio si ha l’impressione che sarà la sua trasmissione. Ghedini (Pdl) risponde che avrebbe votato anche lui no se fosse stato presente, ma fa notare che il voto negativo blocca solo l’arresto non le indagini, che possono comunque proseguire. Certo, risulta difficile inquadrare il suo intervento in qualcosa di diverso di una difesa d’ufficio della “casta”, e facciamo anche rilevare che il governo ha ritenuto di mandare un esponente del tutto secondario per sostenere le sue posizioni.

Ore 21.28 Altro punto a favore di Di Pietro, che afferma giustamente come sia incredibile che lo stesso deputato coinvolto possa votare a favore o contro la propria autorizzazione a procedere. Ghedini accorcia le distanze facendo notare che gli uomini dell’Idv facevano parte di tutte le giunte indagate e che anche se Di Pietro ha annunciato che usciranno, primo la cosa non è ancora avvenuta; secondo, appare difficile pensare che non si fossero accorti di nulla.

Ore 21.41 Si parla del caso De Magistris, che viene interpretato da attori. Viene citato Chiaravalloti (ex-presidente della Regione Calabria su cui il magistrato indagava, NdR) e poi si passa all’inchiesta Why Not. La ricostruzione è fin troppo dettagliata, e si perde un po’ il filo della vicenda. Alla fine si fa comunque notare che i filoni Prodi e Mastella sono stati stralciati per motivi (lo si lascia intendere) politici.

Ore 21.50 Massimo Giannini (vicedirettore di Repubblica) chiede a Veltroni di azzerare la giunta Iervolino e di interrogarsi sulla situazione morale del Pd, ricordando che domani si riunisce la direzione del partito. Di nuovo la parola a Di Pietro, che centra un’altra volta il segno, rimarcando che nella guerra tra procure c’è un chiaro abuso di potere da parte di magistrati che vistosi ispezionati invece di difendersi optano per una contro-ispezione. Ghedini, uomo di rara antipatia, gli dà contro, ma gli argomenti sono pochini e non gli resta che ripetere il rilievo sulla presenza Idv nelle giunte sotto inchiesta, tra i brusii di disapprovazione del pubblico.

Ore 22.04 Al rientro dalla pubblicità parla Travaglio, tornando a botta sul tema base. L’accusa all’ufficio giudiziario di Catanzaro (da parte della Procura di Salerno) è di essersi venduti l’indagine di De Magistris per denaro o altro, oltre che di omissione per non aver mai inviato gli atti richiesti dalla Procura stessa per 7 mesi. Ma il Csm, che era stato informato dei fatti, non poteva fare qualcosa, chiede Santoro?

Ore 22.09 Risponde il professore Vittorio Grevi. Non sa se il Csm fosse davvero informato, ma sottolinea che Salerno ha proceduto in maniera anomala. Mah… finalmente interviene Vulpio, il famoso giornalista mandato via dal Corriere per i suoi articoli su Why Not, che ricorda come la contro-ispezione di Catanzaro abbia un precedente nella vecchia querelle Salerno-Matera. Grevi fa segno di no con la penna, ma alla fine non lo smentisce.

Ore 22.22 Sempre col sistema degli attori, si ricostruisce l’Inchiesta Poseidon, sempre in mano a De Magistris. Ne esce un affresco davvero inquietante sugli intrecci affaristici che hanno coinvolto personaggi di spicco della politica nazionale, sempre stando alle teorie accusatorie. Ghidini gioca a fare l’avvocato del diavolo, ma ancora una volta è difficile dare torto a Di Pietro quando lamenta che togliendo l’indagine al magistrato incaricato la si è distrutta di fatto.

Ore 22.39 Cascini fa un discorso fumoso, e Di Pietro lo attacca a testa bassa accusandolo di guardare alla forma invece che alla sostanza. Il clima si scalda, ma per breve tempo, consentendoci di ammirare la Grambassi. Dopo la testimonianza allucinante di un blogger perseguitato che ci fa capire come viviamo in un paese in cui i potenti fanno il bello e il cattivo tempo, si torna agli ospiti. Siamo sempre in attesa che si parli di Napoli, ma ahimè si continua a traccheggiare.

Ore 22.51 C’è poco da fare, chiunque abbia ragione, stasera Ghedini risulta insopportabile mentre Di Pietro fa oggettivamente simpatia. Ne nasce una gazzarra ai limiti del grottesco, basata sul solito problema se abolire o meno le intercettazioni per i reati dalle pene inferiori ai 15 anni. Le voci si accavallano al punto da risultare incomprensibili, ma forse stiamo finalmente entrando nel vivo.

Ore 22.58 Lunga testimonianza sul caso Saladino, e si tira in ballo il vicepresidente Mancino, ma purtroppo le vicende di Prodi e Mastella vengono nuovamente rinviate. Parte la pubblicità… speriamo nel dopo. L’impressione è che si prepari un finale scoppiettante.

Ore 23.13 Al rientro si sente Di Pietro che ride di gusto… che sarà successo? In ogni caso gli attori interpretano il caso Saladino di cui sopra. Certo che i testi delle intercettazioni sono veramente agghiaccianti, e lasciano intendere che Comunione e Liberazione in Calabria controllasse una rete di aiuti reciproci in alto loco in puro stile massonico. Al rientro in studio Cascini sbrocca; che sia di CL anche lui? Travaglio e Cascini ormai sono in rotta totale.

Ore 23.23 Arriva finalmente la bomba Prodi-Mastella. La magistratura aveva scoperto che Mastella rigirava i fondi pubblici erogati al Campanile (il suo partito-associazione) allo studio privato del figlio. L’allora Guardasigilli chiese il trasferimento del magistrato che indagava su lui e Prodi, un fatto di gravità inaudita che, come sappiamo, alla lunga finì per causare la caduta del governo Prodi.

Ore 23.28 Dopo alcune disquisizioni sulla possibile innocenza di Prodi e l’eterna domanda se De Magistris sia stato o meno l’artefice della caduta di Prodi (Giannini dice che sarebbe caduto comunque) è l’ora di Vauro.

Ore 23.35 Non c’è alcun dubbio, Vauro è la geniale star della serata. Le sue vignette del giorno sono fan-ta-sti-che. Memorabili quelle sulla bicamerale e su Veltroni che non riconosce il Pci ma neanche il Pd. Una grassa risata che proprio ci voleva dopo una tramissione dall’atmosfera plumbea. Alla fine di Napoli non si è parlato, forse perché la notizia era troppo fresca, ma potete scommetterci che presto faremo il pieno sull’argomento. La questione è troppo grossa per passare sotto silenzio grazie alle pause festive.

In ogni caso, con questo è tutto. Mi accorgo ora che stiamo sfiorando i 200 commenti, record assoluto di PolisBlog, se non vado errato. Permettetemi dunque di ringraziarvi tutti e di darvi appuntamento a presto. Buonanotte!