Rugby&Gossip – News of the world, tanti anni di scandali e pseudo-scoop

E’ la notizia del giorno. Lo scandalo che ha coinvolto il tabloid inglese “News of the world”, il suo editore Rupert Murdoch, l’ex direttrice Rebekah Brooks e che sta trascinando nel fango mediatico anche il primo ministro David Cameron rimbomba per tutto il globo. Intercettazioni, scoop creati ad arte senza remore, ricatti e quant’altro per

E’ la notizia del giorno. Lo scandalo che ha coinvolto il tabloid inglese “News of the world”, il suo editore Rupert Murdoch, l’ex direttrice Rebekah Brooks e che sta trascinando nel fango mediatico anche il primo ministro David Cameron rimbomba per tutto il globo. Intercettazioni, scoop creati ad arte senza remore, ricatti e quant’altro per un giornale che non è certo nuovo a tutto ciò. Come sanno bene Lawrence Dallaglio e altri rugbisti inglesi.

Fu, infatti, proprio una giornalista del News of the world a costare la maglia inglese e la fascia di capitano a Lawrence Dallaglio nel 1999. Un pub, qualche alcolico di troppo, una bella ragazza disponibile e la lingua del capitano dell’Inghilterra che corre troppo veloce. Dallaglio si vanta di festini a base di prostitute e droghe senza sapere di avere di fronte una giornalista. Che, ovviamente, pubblica tutto. O quasi. Già, perché le spacconerie della terza linea inglese si riferivano a fatti avvenuti molti anni prima, ma questo sul News of the world non esce e le parole di Dallaglio sembrano parlare di fatti recenti. Recentissimi. Lo scandalo – creato ad arte – esplode e per l’italoinglese arriva l’addio alla fascia di capitano.
Sempre il News of the world, insieme al The Sun (anch’esso di proprietà di Murdoch), fu il giornale a dare maggior risalto un paio di anni fa al presunto stupro di una ragazza in Nuova Zelanda da parte di quattro giocatori inglesi. Anche qui prime pagine, scandalo, posti in nazionale persi e, alla fine, nulla di fatto. Non vi era stato alcuno stupro. Ma lo scoop era servito comunque.
Insomma, il News of the world chiude i battenti e, mi sa, che anche all’RFU qualcuno tira un sospiro di sollievo.

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