Azzurro mondiale – Da Benevento due alieni molto umani

Benevento, il rugby e gli alieni. Cosa c’entrano queste tre parole tra di loro e, soprattutto, cosa hanno a che fare con l’Italrugby che corre verso i mondiali? Un legame, assurdo e fantasioso, c’è e riguarda le notizie di cronaca che giungono in questi giorni dalla città campana. Con UFO che vengono avvistati, proprio sul

Benevento, il rugby e gli alieni. Cosa c’entrano queste tre parole tra di loro e, soprattutto, cosa hanno a che fare con l’Italrugby che corre verso i mondiali? Un legame, assurdo e fantasioso, c’è e riguarda le notizie di cronaca che giungono in questi giorni dalla città campana. Con UFO che vengono avvistati, proprio sul campo di rugby cittadino, e due ragazzi che da Benevento sognano di volare (su un aereo, però) verso la Nuova Zelanda.

La storia di oggi, infatti, parte da Benevento destinazione Nelson, Nuova Zelanda. Negli ultimi giorni, come raccontano le cronache locali, sono state diverse le segnalazioni di oggetti non identificati sul cielo campano. L’ultimo caso, avvenuto il primo luglio, rguarda tre sfere luminose di colore arancione che sarebbero apparse presso il campo di rugby nella zona di Benevento denominata Pace Vecchia. E proprio sui campi di rugby di Benevento sono cresciuti due ragazzi che oggi vestono la maglia azzurra.
Tommaso D’Apice e Joshua Furno, volenti o nolenti, hanno passato insieme una buona fetta della loro giovane carriera rugbistica: beneventani entrambi – ma Furno è nato a Melbourne – e cugini per parte di madre, il tallonatore e la seconda linea sono tra i cinque esordienti convocati dal ct Nick Mallett per la preparazione estiva della Nazionale Italiana Rugby a Villabassa in vista dei Mondiali di settembre in Nuova Zelanda.
Compagni all’Accademia di Tirrenia, compagni in Nazionale U20, compagni in Nazionale “A” nell’ultima Churchill Cup, i due cugini si sono ritrovati anche nella stessa camera all’Hotel Adler, quartier generale azzurro per la preparazione mondiale e si ritroveranno anche nella prossima stagione del Pro12, con D’Apice che raggiungerà Furno agli MPS Aironi.
Ma, per adesso, i pensieri dei due giovani avanti azzurri – D’Apice ha 23 anni, Furno 22 – sono completamente rivolti al sogno di strappare un biglietto per i Mondiali di settembre in Nuova Zelanda. Nel mezzo, tanto lavoro da svolgere nelle prossime settimane in Alta Pusteria per conquistare un posto nel gruppo dei trenta che, dall’11 settembre, cercheranno di portare per la prima volta l’Italia ai quarti di finale della Rugby World Cup.
“Abbiamo cominciato da subito a fare sul serio, sia in campo sia in palestra – spiega Tommaso D’Apice, man of the match con l’Italia “A” nella finale del Plate di Churchill Cup con Tonga a giugno – ed è tutto molto impegnativo già da questi primi giorni. Sappiamo che il ct farà le sue scelte nelle prossime settimane, io comunque sono già felice di essere qui ed aver la possibilità di preparare il Mondiale e sicuramente farò del mio meglio per provare a convincere Mallett a darmi un’opportunità ai Mondiali”.
“Credo di aver disputato una buona Churchill Cup con l’Italia “A” ma non mi aspettavo di essere convocato. Adesso le mie prospettive sono cambiate – prosegue D’Apice – e sto vivendo un sogno. Spero di coronarlo nel migliore dei modi, rappresentando il mio Paese per la prima nell’evento più importante a livello mondiale, per di più nel luogo più rugbistico del pianeta, la Nuova Zelanda”.
Più pragmatico e di poche parole Joshua Furno: “Per adesso va tutto bene qui in ritiro, è dura come mi aspettavo e credo che lo diventerà ancora di più col passare dei giorni. Io ovviamente spero di essere nei trenta e credo che da noi giovani il CT si aspetti il 100%. Io sicuramente darà il massimo e spero di essere nei trenta per la Nuova Zelanda”.

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