Sci: downhill cinese, un’altra diavoleria targata Red Bull

Tre tappe – in ognuna si sono date battaglia oltre 70 persone – in altrettante prestigiose località sciistiche italiane, Prato Nevoso, Ponte di Legno e Selva di Val Gardena; un “concept” del tutto innovativo: riuniti in gruppo in cima alla pista, i partecipanti devono correre per circa 50 metri con gli scarponi ai piedi fino

di lucaa


Tre tappe – in ognuna si sono date battaglia oltre 70 persone – in altrettante prestigiose località sciistiche italiane, Prato Nevoso, Ponte di Legno e Selva di Val Gardena; un “concept” del tutto innovativo: riuniti in gruppo in cima alla pista, i partecipanti devono correre per circa 50 metri con gli scarponi ai piedi fino alla partenza, infilarsi di corsa gli sci in precedenza già sistemati sulla neve da ogni atleta e scendere fino al traguardo.

Lo scopo della gara: arrivare primi seguendo il tracciato magari dando qualche spinta al partecipante che ti sta troppo addosso, la Red Bull Discesa Libera mette quindi in atto sulle piste le gare “inferno”, usuali anche nel mondo dei motori e nelle mountain bike, che prevedono la partenza in massa dei partecipanti senza troppi rimpianti per gli ordini di partenza scanditi dal cronometro. Downhill cinese lo chiamano gli organizzatori… sembra divertente!

Red Bull Discesa Libera
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