Lo scandalo Global Service a Napoli. Arrestati due assessori del Pd. Coinvolti i parlamentari Bocchino (Pdl) e Lusetti (Pd)

Il Partito Democratico annaspa disperato in un mare di disgrazie. Dopo il caso Margiotta e l’arresto del sindaco di Pescara, oggi una nuova bufera si abbatte sulle forze veltroniane, con l’epilogo dell’inchiesta sulla Global Service e gli appalti compiacenti organizzati dalla giunta di Napoli. Dodici le persone agli arresti domiciliari, tra cui due assessori e

di luca17


Il Partito Democratico annaspa disperato in un mare di disgrazie. Dopo il caso Margiotta e l’arresto del sindaco di Pescara, oggi una nuova bufera si abbatte sulle forze veltroniane, con l’epilogo dell’inchiesta sulla Global Service e gli appalti compiacenti organizzati dalla giunta di Napoli. Dodici le persone agli arresti domiciliari, tra cui due assessori e due ex-assessori del comune, insieme con l’imprenditore Romeo, alla guida della società suddetta.

Le indagini sulle mazzette al comune sono avviate da lungo tempo, ma avrebbero registrato un’accelerata dopo la morte per suicidio dell’assessore Giorgio Nugnes, a sua volta coinvolto nella vicenda. Per quanto riguarda invece il sindaco Rosa Russo Iervolino, finora ha reagito sdegnata a qualunque tentativo di coinvolgimento, e va detto che il suo nome non rientra nell’inchiesta. Noi ci auguriamo in effetti che fosse all’oscuro di tutto, ma in questo caso ci domandiamo che controllo avesse sull’operato del suo consiglio, che ricordiamo presente in massa al funerale di Nugnes.

Nella foto: gli on. Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd)

Ma non finisce qui. Nelle indagini della Dda di Napoli, come riferiscono Corriere (senza fare nomi) e Repubblica (che invece li fa apertamente), sono coinvolti anche due parlamentari, questa volta uno per parte, in perfetto stile bipartisan. Si tratta degli onorevoli Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (Pdl), esponenti di spicco delle rispettive forze politiche. La procura ha già annunciato che presenterà richiesta alle rispettive Camere.

Tutte le persone raggiunte dalle misure cautelari sono accusate di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, abuso d’ufficio e corruzione.