Diritti tv – Pro 12, ancora rumors e nessuna certezza

Si avvicina l’inizio della nuova stagione celtica, ma resta in alto mare la questione diritti tv per la trasmissione della Pro 12 in Italia. Settimana prossima, da quanto riferiscono le fonti celtiche, dovrebbero venir diramati i calendari, ma su dove si potrà (se si potrà) vedere Aironi e Treviso in tv è ancora silenzio assoluto.

Si avvicina l’inizio della nuova stagione celtica, ma resta in alto mare la questione diritti tv per la trasmissione della Pro 12 in Italia. Settimana prossima, da quanto riferiscono le fonti celtiche, dovrebbero venir diramati i calendari, ma su dove si potrà (se si potrà) vedere Aironi e Treviso in tv è ancora silenzio assoluto. Tra rumors e speranze.

La verità, purtroppo, è che non vi è molta alternativa. Le emittenti sono quelle che sono e l’interesse verso il rugby e la Pro 12 è quello che è. E i costi pure. In gioco, quindi, restano i soliti noti: Sky, Rai Sport, Sportitalia e La7. Assolutamente non in ordine di “possibilità”. Infatti per Rai Sport e Sportitalia, al momento, non si parla di alcun contatto serio con il Board celtico, mentre le voci si dividono tra l’emittente satellitare e il “terzo polo” generalista del digitale. Quindi?
Le voci più accreditate e insistenti parlano di un possibile contatto/contratto di Sky, che acquisterebbe i diritti della Pro 12 e produrrebbe i match interni di Treviso e Aironi almeno per la prossima stagione. La 7, invece, non avrebbe le possibilità, soprattutto da un punto di vista di palinsesto, di inserire il rugby nella programmazione attuale. Vi è, però, un interesse sul lungo periodo dell’emittente di TI Media che coinvolge un progetto ovale forse più ampio. Cioé portare su un canale di La 7 sia la ex Celtic League sia il Sei Nazioni, nel caso che Sky rinunciasse a rinnovare il contratto per il torneo continentale. Voci, come detto, contrastanti che vedrebbero la società di Murdoch investire sulla Pro 12, ma solo per un anno, per poi lasciare la mano a La 7. Più probabile che chi verrà scelto attui una politica più a largo respiro, sempre che, pur di non rischiare il blackout, il Board abbia finalmente deciso di adattare le proprie pretese alla realtà italiana.
Purtroppo, però, queste sono tutte voci e ipotesi, spesso, forse, dettate più dalla speranza di vedere la questione risolta che da reali fatti specifici. E, intanto, siamo a luglio e ancora tutto tace. Sperando che, settimana prossima, con i calendari arrivi anche qualche novità televisiva.

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