Polemiche ovali – Berbizier attacca: “Invictus? Falso, quel mondiale fu una truffa!”

Osannato in Invictus, distrutto da Berbizier. A poco più di due mesi dall’inizio dell’RWC 2011 si riaccendono le polemiche (mai veramente spente) sui Mondiali del 1995, quelli del successo del Sud Africa di Mandela. Una vittoria dai forti significati politici e sociali, ma che, forse, di sportivo aveva ben poco.Sono ormai 16 anni, infatti, che

Osannato in Invictus, distrutto da Berbizier. A poco più di due mesi dall’inizio dell’RWC 2011 si riaccendono le polemiche (mai veramente spente) sui Mondiali del 1995, quelli del successo del Sud Africa di Mandela. Una vittoria dai forti significati politici e sociali, ma che, forse, di sportivo aveva ben poco.

Sono ormai 16 anni, infatti, che Nuova Zelanda e Francia sottolineano i problemi fisici avuti dai loro giocatori alla vigilia delle loro sfide contro gli Springboks. Problemi intestinali che non hanno fatto dormire le due squadre, mandandole in campo debilitate contro i padroni di casa. E ora è Pierre Berbizier, allenatore emblema della Francia ’95, ad attaccare e parlare apertamente di “truffa”.
Durante la registrazione di un programma di TF1 (e riportate da rugbyrama.fr) sui prossimi Mondiali in Nuova Zelanda, infatti, l’ex coach azzurro non ha avuto parole diplomatiche quando l’argomento è finito su Invictus e sui Mondiali che lo videro in panchina: “E’ ridicolo che in Francia si sia celebrato il film Invictus, quando tutti sanno che quella fu una delle più grandi truffe nella storia dello sport – l’attacco di Pierre, che continua –. Prima della sfida con gli Spingboks almeno sei francesi vennero colpiti da mal di stomaco. E per la finale andò addirittura peggio alla Nuova Zelanda, che fece avanti e indietro dalla toilette”.
Accuse dirette, senza paura di smentita. E la conferma di quello che l’ambiente ovale aveva sempre saputo. Berbizier, poi, cerca di addolcire la pillola, ma le accuse restano “Certo, da un punto di vista sociale la vittoria degli Springboks ha fatto tanto per il Sud Africa, ma è stata una Rugby World Cup dove la dimensione politica ha prevalso su quella sportiva. Noi abbiamo giocato il miglior rugby e la Nuova Zelanda aveva giocato il miglior mondiale… fino alla finale”.
Serve aggiungere altro?