Elezioni Uk 2015: La strategia di David Cameron

Elezioni Gran Bretagna: ecco come Cameron prova a fare il pieno di consensi a destra e a contenere i laburisti

Sta facendo di tutto per evitare accordi innaturali dopo il voto e per scongiurare il ritorno alle urne. David Cameron ha presentato pochi giorni fa il suo manifesto elettorale e con grande determinazione continua a conquistare fette di elettorato.

Innanzitutto segnaliamo che la recente approvazione del budget del governo, che rimette in discussione il rigore degli anni precedenti, pare essere stata molto apprezzata dai cittadini britannici. In più, in Gran Bretagna i dati economici sono positivi e l’occupazione (sebbene precaria) è in aumento. Tutti segnali, questi, che dicono che i Tories, in vista delle elezioni generali del 7 maggio, hanno le carte in regola per riprendersi i voti della destra e per togliere anche qualche consenso ai laburisti.

Cameron, in campagna elettorale, sta giocando su più fronti: l’Unione europea, l’immigrazione, le categorie del mondo del lavoro. Per quanto concerne la Ue, si mostra inflessibile su un allargamento della solidarietà continentale, respinge le richieste di nuovi aiuti al Governo Tsipras e continua a dire che l’ultima parola sull’Europa la daranno gli elettori con un referendum. Fatto, quest’ultimo, che ha finito con l’oscurare il carisma di Nigel Farage, il leader dell’Ukip.

Inoltre, dopo gli aiuti ai meno abbienti, ai pensionati e alle imprese ha deciso di andare a conquistare il voto dei pendolari (nel Regno Unito ci sono circa 250 mila abbonati alle ferrovie). Il premier ha promesso che se tornerà al governo congelerà le tariffe per i prossimi cinque anni.

Sul tema dei migranti, Cameron assicura che non accetterà l’imposizione di quote da parte della Ue e che non ci sarà nessun sussidio ai lavoratori stranieri. Infine, ultima “trovata”, in base al suo progetto di Big Society, il candidato dei Tories ha annunciato ai lavoratori dipendenti (di aziende composte da almeno 250 persone) il diritto a tre giorni di permesso pagato per dedicarsi ad attività di volontariato. E questa è un’idea che può far breccia anche tra l’elettorato laburista più centrista, sensibile alle tematiche sociali.

Ovviamente, come da copione, Cameron insiste anche nel dire che se la sinistra vincerà le tasse aumenteranno. Il leader dei conservatori ha più volte dichiarato che in caso di affermazione del suo avversario, Ed Miliband, ci sarà un incrmento di imposte di circa 3mila sterline a famiglia. E a chi gli fa notare che il suo comportamento è propagandistico perché non tiene conto della visione globale del Labour, l’attuale premier risponde: “le elezioni sono una scelta e per questo non mi scuso di mettere in guardia dal pericolo di un aumento delle tasse in caso di vittoria dei laburisti“.

Secondo gli ultimi sondaggi, laburisti e conservatori ora sono testa a testa: ad entrambi va il 35% delle preferenze virtuali.