Quell’inutile pezzo di carta

Negli ultimi vent’anni sono state più d’una le riforme che hanno modificato il sistema scolastico (e universitario) italiano; guardando i dati contenuti negli ultimi rapporti del Censis, tuttavia, si ricava l’impressione che qualcosa ancora non funzioni: molto spesso, infatti, i laureati italiani svolgono mansioni per cui il loro titolo di studio si rivela inutile.Solo un

Negli ultimi vent’anni sono state più d’una le riforme che hanno modificato il sistema scolastico (e universitario) italiano; guardando i dati contenuti negli ultimi rapporti del Censis, tuttavia, si ricava l’impressione che qualcosa ancora non funzioni: molto spesso, infatti, i laureati italiani svolgono mansioni per cui il loro titolo di studio si rivela inutile.

Solo un pezzo di carta
Stando a quanto attestato dal Censis, nel nostro Paese ben il 36,5% dei laureati specialistici ricopre posizioni lavorative per cui la qualifica data dal titolo di studio non sarebbe richiesta. In poche parole, insomma, buona parte dei laureati italiani è sottoinquadrata.

La situazione nel terziario
Com’è la vita dopo la laurea degli italiani? A volte non consonante con le aspettative alimentate dalla carriera accademica. Nel settore terziario, per esempio, i dati Censis attestano che i laureati impiegati in posti non qualificati sono aumentati considerevolmente nel corso dell’ultimo anno (+20%).

Lauree più o meno utili

Proiettati su un orizzonte temporale di cinque anni e su un panorama più ampio, i dati sono ancora più scoraggianti. Nel complesso di tutti i settori, infatti, i “dottori” che occupano posizioni non qualificate sono cresciuti del 197%. Tale percentuale è considerevolmente più contenuta (10,2%) solo per le lauree ad altissima specializzazione.