Elezioni in Abruzzo: vince il Pdl, crolla il Pd, esulta Di Pietro

Corriamo il rischio di commentare i risultati delle elezioni in Abruzzi a spoglio in corso. A meno di sconvolgimenti dell’ultima ora, questi, allo stato attuale, gli elementi centrali. Il primo: trionfo dell’astensionismo con un tracollo dell’affluenza (53,1% contro il 67,9% delle elezioni precedenti) senza precedenti, Defezione che ha penalizzato indubbiamente il partito di Veltroni e

Corriamo il rischio di commentare i risultati delle elezioni in Abruzzi a spoglio in corso. A meno di sconvolgimenti dell’ultima ora, questi, allo stato attuale, gli elementi centrali.

Il primo: trionfo dell’astensionismo con un tracollo dell’affluenza (53,1% contro il 67,9% delle elezioni precedenti) senza precedenti, Defezione che ha penalizzato indubbiamente il partito di Veltroni e la sinistra.

Il secondo: crollo del Pd che perde il governo della regione Abruzzo che passa così al Centrodestra il quale erode lo zoccolo duro dei “feudi” in mano al centro sinistra.

Il terzo è il travaso di voti dal Pd all’Idv di Antonio Di Pietro. L’ex Pm già canta vittoria e intende far pesare questo risultato nel confronto-scontro con Veltroni in altre regioni e soprattutto a livello nazionale.

Il quarto: l’Udc (qui con la rientrante Udeur) sembra attestarsi poco sopra il 5 per cento, risultato non esaltante ma da non sottovalutare sul piano politico.

Il quinto: le estreme, sia a sinistra che a destra raccolgono solo briciole e restano totalmente marginali.

In estrema sintesi lo sconfitto è Veltroni che, anche sotto la valanga della “questione morale” esplosa in Abruzzo e in altre regioni, perde su tutti i fronti: quello con il Pdl e quello più “ravvicinato” con l’alleato-nemico Di Pietro.

Una mina vagante in vista della riunione della Direzione nazionale del Pd in programma venerdì prossimo.

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