Grecia: Russia e Cina pronte a correre in aiuto di Tsipras

Presto 15 miliardi nelle casse di Atene. Putin prova a chiudere sul Turkish Stream e la Cina vuole investire nelle ferrovie greche. il Governo Tsipras acquisirà maggiore potere negoziale con la Ue?

Le agenzie stampa elleniche e il sito dell’autorevole rivista tedesca Der Spiegel confermano le voci che circolano già da giorni. La Russia e la Cina sono pronte a correre in soccorso del governo di Alexis Tsipras, portando nelle casse di Atene una cifra che si aggira intorno ai 15 miliardi di euro. Tale somma non consentirebbe alla Grecia di superare i problemi con Bruxelles, ma le offrirebbe comunque l’opportunità di acquisire un potere negoziale più forte.

Se Pechino e Mosca offrissero aiuto ad Atene, allora la questione dell’ultima tranche di prestiti provenienti da Unione Europea e Fondo Monetario (7,2 miliardi) sarebbe in parte ridimensionata. La Troika, che si rifiuta di concedere nuovi aiuti in obbedienza al dogma dell’austerity, si vedrebbe scavalcata e sul piano economico economico e geopolitico la Ue dovrebbe registrare una piccola sconfitta.

Il flusso di denaro proveniente dalla Russia dovrebbe essere connesso al passaggio del gaddotto Turkish Stream e forse già la prossima settimana si potrebbe trovare un’intesa a riguardo. Come ricorda oggi Il Manifesto, una conferma su un’implementazione del progetto è già arrivata dal portavoce del Cremlino Dimistri Peskow: “nel loro recente incontro, il Presidente russo e Tsipras non hanno discusso di aiuti finanziari, ma di questioni di politica energetica“.

Il Turkish Stream, nella visione di Vladimir Putin, andrà a sostituire il South Stream, cancellato a causa della crisi ucraina e delle conseguenti sanzioni che la Ue e gli Usa hanno adottato contro Mosca. Il nuovo gasdotto permetterebbe di rifornire l’Europa, cosa di cui il continente ha bisogno, ma allo stesso tempo rafforzerebbe il ruolo di un paese “ribelle” come la Grecia.

Dalla Cina, invece, potrebbero arrivare circa 10 miliardi. Questa cifra si raggiungerebbe sommando l’utilizzo di alcuni moli del porto del Pireo e gli investimenti di Pechino nel sistema ferroviario ellenico.

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schauble, apprese le voci sul giro d’affari in aumento per la Grecia, ha fatto buon viso a cattivo gioco. Da Washington, ha dichiarato: “Tutto ciò che aiuta la Grecia va bene“. Tuttavia, ci ha tenuto anche a specificare che: “i problemi rimangono, e la Grecia deve continuare nella discussione con le tre istituzioni (Ue, Bce,Fmi ndr.)

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