F35: Il ministro Pinotti dimezzerà la spesa da 13 miliardi?

Fonti della Difesa: “Le royalties non copriranno metà della spesa come sostiene il ministro”

Martedì prossimo sarà presentato il Libro Bianco della Difesa e in molti si aspettano una decisione definitiva sui caccia F35. Secondo un’esclusiva de Il Fatto Quotidiano, però, il documento si soffermerà solo sulla riduzione dei costi del personale, procrastinando le scelte sui programmi di armamento. Di questi, secondo i rumors, se ne occuperà in un secondo momento una relazione tecnica dello Stato Maggiore della Difesa.

Inoltre, il giornale di Travaglio suggerisce che il dimezzamento del budget da 13 miliardi per l’acquisto di 90 aerei, approvata dal Parlamento, non ci sarà. Una fonte vicina al ministero della Difesa, rimasta anonima, ha dichiarato a riguardo: “Il budget complessivo del programma F35 rimarrà invariato anche nel prossimo Documento Programmatico Pluriennale della Difesa, con un semplice rallentamento dei ritmi di acquisto e il conseguente taglio delle poste finanziarie nel triennio 2015-2017“.

Si presuppone che per far accettare all’opinione pubblica questa decisione si insisterà molto sul ritorno economico da parte dello Stato, teoria già avvallata dal ministro, Roberta Pinotti, in un’intervista a Repubblica Tv. Tuttavia, ci pare difficilmente sostenibile un’ipotesi del genere perché a guadagnarci alla fine non sarà propriamente lo Stato italiano, ma la nostra azienda per la difesa Finmeccanica.

A dirlo è anche una fonte di Alenia, l’industria aeronautica che fa capo alla stessa Finmeccanica: “A guadagnare dal programma F35 non sarà lo Stato ma l’industria perché i ritorni economici per lo Stato, oltre alla normale partecipazione del Tesoro a eventuali utili del gruppo Finmeccanica saranno solo quelli derivanti dalle royalties normalmente previste per le nazioni che partecipano a questo tipo di programmi internazionali“. Inoltre l’ammontare di tali royalties è tutto da verificare. Quelle che spetterebbero all’Italia in quanto membro del programma militare non sembrano essere sufficienti a coprire metà della spesa, come sostiene invece il nostro ministro. Per le fonti, a fronte di una spesa da 13 miliardi incasseremo solo 40 milioni.

Per la verità, quello de Il Fatto non è il primo segnale che va nella direzione di una marcia indietro da parte del Governo Renzi. Già lo scorso febbraio, come riportato dall’agenzia Reuters, il Pentagono aveva annunciato che l’Italia rispetterà gli impegni presi sui caccia in precedenza.

In quell’occasione, non senza un certo imbarazzo, il ministro Pinotti è stata costretta a confermare quanto anticipato da Washington. La titolare del dicastero della Difesa, in tweet, ha rimarcato che gli aerei da acquistare rimangono 90, ma non ha fatto nessun riferimento ai costi.

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