Grecia: Negoziato con Ue in stallo. Tsipras continuerà a tirare la corda?

Il prossimo vertice di Riga non sbloccherà la situazione tra Grecia e Troika. Tsipras vuole tenere unita la sua coalizione, ma allo stesso tempo non potrà ignorare le scadenze

Un’intesa tra Grecia e Troika sembra destinata a slittare nuovamente. Non solo potrebbe rivelarsi vano l’incontro del 24 aprile a Riga, quando il Brussels Group dovrà dare l’ok ai pagamenti di Atene, ma è a rischio anche il prolungamento degli aiuti da parte del Fondo Salva Stati dopo il 30 giugno.

Che tiri una brutta aria si comprende perfettamente dalle posizioni espresse di Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue, che a Riga ha escluso uno sblocco degli aiuti. Dello stesso avviso Poul Thomsen, direttore del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale, che ha dichiarato che il negoziato così come si sta sviluppando non ha possibilità di andare in porto.

L’unica cosa che appare certa è che entrambe le parti proveranno a prendere tempo, almeno fino all’Eurogruppo dell’11 maggio: il giorno prima del rimborso della rata da 750 milioni di euro che Atene deve versare al Fondo Monetario Internazionale. Un’opportunità, per cercare di sbloccare la situazione prima di quella data, sarà senz’altro l’incontro del prossimo 16 aprile tra Barack Obama e Yanis Varoufakis. In quell’oaccasione il ministro delle Fiananze ellenico vedrà a Washington anche il governatore della Bce, Mario Draghi, e il segretario al Tesoro statunitense, Jack Lew.

Come è noto, l’amministrazione Obama non ha mai nascosto la sua vicinanza alle richieste del Governo di Alexis Tsipras, dunque è probabile che eserciterà una certa pressione per stimolare una mediazione. Tuttavia, il premier greco qualche timida apertura dovrà pur farla, superando così le paure che la sua coalizione possa frantumarsi.

Intanto Panagiotis Lafazanis, il ministro della ricostruzione, continua a lanciare segnali funzionali a mettere il fiato sul collo alla Ue e a tenere unita la comapgine di governo.. Qualche giorno fa il politico greco ha dichiarato: “Abbiamo alternative anche senza accordo“. Ovviamente il riferimento è alla Russia di Vladimir Putin, che è già pronta ad effettuare un pagamento anticipato per la realizzazione del gasdotto Turkish Stream.

Ma al di là degli annunci, resta il fatto che Atene dovrà trovare una soluzione in maniera creativa. Se tirasse troppo la corda, allora dovrebbe, con il ritorno alla dracama, cercare di tenere in equilibrio il saldo delle importazioni e delle esportazioni verso l’estero. E questa non sarebbe affatto un’impresa facile: la situazione in cui è scivolato il paese, a causa delle politiche di austerità, non permette grandi spazi di manovra.

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