Sondaggi politici 2015: il crollo del Partito Democratico

I sondaggi politici sottolineano le difficoltà del Pd, e tutti gli avversari se ne avvantaggiano.

Poche settimane fa avevamo commentato i sondaggi politici spiegando come la tenuta del Partito Democratico fosse a suo modo sorprendente, considerando che il governo Renzi è insediato ormai da più di un anno e di come luna di miele sia abbondantemente finita. Una situazione che si poteva spiegare solo con la mancanza di alternative “di governo” valide, stante la crisi nera in cui è precipitata Forza Italia e la radicalizzazione delle altre forze politiche.

Quanto mostrano i sondaggi politici Emg questa settimana, però, ribalta completamente il quadro, visto che il Partito Democratico, pur restando ampiamente il partito più forte in circolazione, perde addirittura un punto e mezzo rispetto a sette giorni, scendendo al 35,3%. Insomma, il famoso 40% si fa ormai lontano. Cos’è successo? La cosa più probabile è che i vari scandali che hanno toccato più o meno direttamente il governo e il Pd vengano pagati interamente dal partito nazionale. Va però detto che, a meno di due mesi dall’election day, le possibilità di una risalita del Pd passano direttamente dalla capacità di ottenere la vittoria nei campi più ostici: le regionali in Liguria, in Campania e soprattutto le difficilissime regionali in Veneto.



Sondaggi politici 13 aprile 2015

Il Partito Democratico, comunque, perde parecchio e gli avversari se ne avvantaggiano tutti. Forza Italia compresa, che in sette giorni guadagna lo 0,8% e arriva al 12,1%. Com’è possibile che un partito in preda all’anarchia avanzi? Stando all’analisi Emg, è possibile che il fatto che il partito sia spaccato in mille rivoli dia paradossalmente più visibilità a tutte le componenti, in grado così di attirare i voti verso quello che rimane comunque, per ora, un unico partito. Insomma, “divide et impera”, ma riferito a se stessi (e l'”impera” è ancora molto lontano dall’avverarsi).

Guadagna qualcosa anche la Lega Nord, che arriva al 15,5%, e guadagna parecchio anche il Movimento 5 Stelle, al 21,35 (+0,6%). E anche in questo la visibilità gioca un ruolo decisivo, visto che il ritorno delle giovani stelle del partito di Beppe Grillo in televisione sta dando risultati più che soddisfacenti. Da un paio di settimane il M5S si è rimesso in carreggiata, e approfittando degli scandali che continuano a colpire le altre forze ha ripreso a marciare spedito.

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Il video degli sciatori ammassati nella funivia a Cervinia