Affari italiani – Torna lo spettro del Super 8, ed è un film già visto

Non tira un bel vento sul massimo campionato italiano. Le notizie che si rincorrono nelle ultime settimane parlano di un movimento d’elite allo sbando, con tante, troppe, società che non sanno se esisteranno domani. E tra fusioni e fallimenti sembra sempre più vicino l’arrivo di un Super 8, a un anno di distanza dalla prima

Non tira un bel vento sul massimo campionato italiano. Le notizie che si rincorrono nelle ultime settimane parlano di un movimento d’elite allo sbando, con tante, troppe, società che non sanno se esisteranno domani. E tra fusioni e fallimenti sembra sempre più vicino l’arrivo di un Super 8, a un anno di distanza dalla prima ipotesi.

Attualmente, infatti, sono dieci le società aventi diritto a partecipare al prossimo Campionato d’Eccellenza italiano, ma solo 7 sembrano certe dell’iscrizione. Senza problemi di sorta, infatti, sono Padova, Rovigo, Prato, Mogliano, Lazio, Calvisano e, ma merita un discorso a parte i Crociati. E partiamo proprio da loro.
Parma unica? Il lotto di sicure dovrebbe essere di otto squadre, comprendendo sia i Crociati sia il GranDucato. Ma le notizie che giungono da Parma fanno pensare che una fusione (di che tipo e in quale modo non è dato capirsi, anche se appare sempre più probabile un addio del GranDucato) alla fine ci sarà. E le ducali nel massimo campionato si ridurranno a una. Portando a sette, quindi, le squadre certe di essere al via del prossimo campionato.
Fuga da L’Aquila? La notizia di questa mattina, con l’addio della proposta d’acquisto dei Navarra della società ha portato il club abruzzese nel caos. Senza un acquirente, infatti, non ci sono soldi e difficilmente l’attuale dirigenza continuerà, e di sicuro non nell’Eccellenza. Il tempo stringe, cordate e compratori non se ne vedono e se non avviene un colpo di scena a breve difficilmente L’Aquila Rugby 1936 si iscriverà al prossimo campionato.
Roma non fa la stupida! Situazione molto simile, ma opposta, a Roma. Lì, in teoria, l’acquirente ci sarebbe, Gabriele Caccamo già patron della Rugby Roma 2000. A essere latitante è l’attuale proprietario, Paolo Abbondanza. Le notizie dell’ultima ora riportano un commento sconsolato di Caccamo, che dice “a dieci giorni dall’ultimo contatto non c’è stato da parte della Roma un segnale di risposta, positiva o negativa che sia, alla richiesta di cessione del titolo sportivo di Eccellenza previo accollo delle pendenze della stessa Rugby Roma con i tesserati FIR”. Insomma, dalla Rugby Roma nessuno fa sapere nulla e Caccamo non può muoversi. E, ancora, il tempo stringe e l’iscrizione all’Eccellenza appare sempre più un’utopia.
Questione ripescaggi. Se tutto dovesse andare per il peggio, con una fusione e due fallimenti, il massimo campionato di rugby italiano si ritroverebbe con sole sette formazioni al via. Ne servirebbe almeno una in più ed ecco l’ipotesi ripescaggi. Con due nomi in ballo: Venezia e Firenze. I lagunari, già ripescati un anno fa, non hanno soldi, hanno debiti pregressi con quasi tutti i giocatori, il presidente Pipitone ha più volte dichiarato di voler lasciare e, quindi, un ritorno in Eccellenza appare un suicidio. Toccherà, quindi, a Firenze costruire una squadra d’Eccellenza? E’ l’ipotesi più accreditata, ma per diventare realtà serviranno due cose: la volontà della società di avventurarsi in Eccellenza e uno sponsor che garantisca quel budget necessario a creare una rosa competitiva. Due dubbi che, al momento, nessuno a Firenze si sente di sciogliere, come riporta oggi anche La Nazione. E dovesse rinunciare? Un’ipotesi (non si sa quanto realistica) arriva da Reggio Emilia, dove la squadra sarebbe pronta ad acquisire i diritti sportivi del GranDucato. Ma qui passiamo veramente alla fantapolitica.