Italicum, resa dei conti alla Camera. Il centrodestra punta sul referendum abrogativo?

Nell’imminenza del voto alla Camera sull’Italicum il centrodestra tenta di trovare un proprio comune denominatore per bloccare, o quanto meno modificare, la nuova legge elettorale, considerata anche dalle minoranze Pd una vera e propria legge truffa.

Si sa già che Renzi difficilmente troverà ostacoli importanti, davvero capaci di farlo retrocedere dal suo disegno di riformatore ad uso e consumo del Pd, cioè del proprio partito personale.
Le minoranze pidì continuano nel balletto delle minacce senza costrutto, incapaci di costruire un’alternativa al progetto renziano che fa dell’Italicum, oltre una bandiera, un grimaldello per mettere tutti in fila.

Il centrodestra italiano brancola nel buio e ogni sua frangia è impegnata sostanzialmente a ritagliarsi un proprio spazio, sulla base di esigenze legate alle logiche di potere più che a quelle politiche.

“Il voto sull’Italicum renziano al Parlamento chiarirà in modo netto le reali volontà politiche di chi, richiamandosi al popolarismo europeo, alla sua storia, alla sua cultura, alla sua visione della democrazia, saprà distinguersi dalla sinistra renziana”.

Lo dichiara in una nota Potito Salatto, vicepresidente nazionale dei Popolari per l’Italia. “Sarà dunque questo – aggiunge Salatto – un banco di prova per dare contenuti al popolarismo italiano. Dirsi popolari e non populisti, popolari alternativi alla sinistra collegata al Pse, significa avere il coraggio di affermare la propria identità anche se questo può costare posti di Governo. Gli elettori hanno bisogno di chiarezza, coerenza e non di chiacchiere. Berlusconi, Fitto, Tosi, Alfano, Cesa, abbiano il coraggio delle loro azioni. Noi Popolari per l’Italia di Mario Mauro non ci sottraiamo a questa sfida. Il nostro slogan all’unisono sia: ‘L’Italicum no pasara’”.

Parole al vento? Forse sì. Ma c’è chi, a suo modo raccoglie la sfida: l’Ump di Flavio Tosi pare deciso a promuovere, dopo le elezioni regionali del 31 maggio, il referendum contro l’Italicum. Tosi sta tentando una inedita via autonomista e popolare per dare al Veneto una sua “CSU” e all’Italia una “prospettiva-Sarkozy“, che con il suo network politico ha appena fermato in Francia le forze socialista e lepenista.

In particolare, la costituente civica dei popolari veneta, nel fitto nell’imminenza del voto della Camera sull’Italicum ha proposto a Flavio Tosi che, dopo le regionali, il suo “UMP” promuova in tutta Italia la richiesta di un referendum abrogativo di questa legge elettorale-truffa. Tosi tace ma acconsente.

L’Italicum, dicono chiaro e tondo i suoi detrattori – non solo di centrodestra – ben più della legge “Acerbo” (1923…), con il combinato disposto della riforma del Senato, concentrerà tutto il potere nella mani del capo di un solo partito e lascerà alle altre forze politiche, del tutto marginalizzate, la “consolazione” di cooptare la propria piccola corte.

Fra poche ore la resa dei conti?