Why Not, lo scontro tra Procure, il Csm, i trasferimenti: Lo Zorro di Marco Travaglio su L’Unità

Lo scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro sta fornendo un alibi eccezionale agli uomini del Popolo della libertà per procedere con l’agognata riforma della giustizia, fingendo così di voler affrontare una grave situazione istituzionale e mettendo nell’ombra altri, meno nobili, interessi.La disputa ha però avuto un piccolo merito, quello di riportare l’attenzione sulle


Lo scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro sta fornendo un alibi eccezionale agli uomini del Popolo della libertà per procedere con l’agognata riforma della giustizia, fingendo così di voler affrontare una grave situazione istituzionale e mettendo nell’ombra altri, meno nobili, interessi.

La disputa ha però avuto un piccolo merito, quello di riportare l’attenzione sulle inchieste che furono tolte a Luigi De Magistris e che, se mai arriveranno al termine, promettono di far esplodere delle autentiche bombe, politicamente parlando.

Sul L’Unità di oggi, Marco Travaglio firma uno Zorro intitolato Csm: Ciechi, Sordi, Muti, in cui riassume l’ingarbugliata situazione calabrese e le varie incompatibilità…

L’altro giorno leggevo le famose 1700 pagine del decreto di sequestro della Procura di Salerno sugli atti negati da quella di Catanzaro, quando mi ha telefonato una gentile collega del Corriere. Voleva un commento sulle parentele di un magistrato legato a questo caso. Finalmente – mi son detto – un giornale che ha letto il decreto e vuoi parlare dei fatti. Cioè del letamaio in cui sguazza la giustizia calabrese. C’è solo l’imbarazzo della scelta: il procuratore Lombardi che toglie a De Magistris l’inchiesta Why Not quando viene indagato il forzista Pittelli, suo avvocato e socio del figlio della sua seconda moglie; l’aggiunto Murone, descritto da Salerno come legato a molti politici indagati da De Magistris (Saladino, Pittelli, Calati, Mastella, Chiaravalloti)…
Una sfilza di toghe con parenti assunti da Saladino: la presidente del Riesame di Catanzaro, l’ex presidente del Tribunale di Lamezia, il presidente di quello di Cosenza. E l’ex presidente dell’Anm, Luerti, che in una casa di Saladino addirittura abitava, essendo affiliato ai Memores Domini, la confraternita di Comunione e liberazione, e ora piagnucola perché il suo voto di castità è finito nel decreto. Pensavo che lo scandalo fossero questi intrecci, che un Csm serio avrebbe reciso fin da subito, ringraziando i pm di Salerno che li hanno scoperti. Invece, dopo De Magistris, si vuol cacciare pure loro. Coerentemente, il Corriere voleva un parere su una gip di Salerno che è cognata di Michele Santoro. Una giudice imparentata a un incensurato? Ma questa è incompatibilità ambientale. Che aspettano a trasferirla?