Elezioni Uk 2015: Ukip di Farage “fa campagna acquisti” tra i Tories di Cameron

L’Ukip di Farage, sebbene sia in ribasso nei sondaggi, rimane l’ago della bilancia alle prossime elezioni politiche del 7 maggio. Intanto sei deputati di Cameron hanno scelto di passare tra le fila della formazione euroscettica

Sei parlamentari del partito dei Tory, la formazione del premier David Cameron, sono passati con l’Ukip. I deputati, già ricandidati per le elezioni generali del 7 maggio, hanno deciso all’ultimo di cambiare casacca e di schierarsi con i nazionalisti di Nigel Farage.

L’ultimo dei transfughi, in ordine di tempo, è stato Mike Whitehead. Quest’ultimo si trovava in una posizione alquanto marginale nel partito conservatore, tanto più che gli era stato assegnato il collegio Hull West, una roccaforte laburista. Così, conscio del fatto che l’Ukip potrebbe essere l’ago della bilancia alle prossime consultazioni, ha scelto di cambiare in corsa. Alla notizia ha dato subito risalto il partito di Farage, che in questo modo pensa di mostrare all’elettorato le divisioni e le contraddizioni dei concorrenti.

Alla luce del crollo dei liberali, rimane in piedi l’ipotesi di un’alleanza di governo tra i conservatori e Fargae. Altra opzione, per scongiurare il ritorno alle urne, potrebbe essere quella di un appoggio esterno dell’Ukip ad un esecutivo guidato da Cameron. Tuttavia, bisogna anche rimarcare che gli indipendentisti non stanno facendo registrare un trend positivo nei sondaggi.

Sebbene Farage non sia andato male nel dibattito televisivo con gli altri leader, gli scandali che hanno travolto il suo partito e una situazione economica in miglioramento nel Regno Unito, non lo stanno aiutando. L’Ukip si attesta al 13% nei sondaggi di YouGov, ben poca cosa rispetto al risultato storico delle europee. Inoltre, segnaliamo che nemmeno le campagne anti-immigrazione sortisco lo stesso effetto che avevano in passato. L’ultima, lanciata da Dover, non ha inciso minimamente sull’andamento dei voti virtuali.

Chi potrebbe essere la vera sorpresa di queste elezioni, invece, è lo Scottish National Party. La sua leader, Nicola Sturgeon, non ha riscosso soltanto un consistente gradimento dopo il dibattito televisivo, ma ho costruito in generale una campagna elettorale efficace. Molto probabilmente, lo Snp, che ha fatto del federalismo, dell’allargamento del welfare e della lotta alla austerità i temi principali della sua propaganda, otterrà più dei due terzi dei seggi in Scozia.

Così se Cameron dovrà valutare un’alleanza con Farage, allo stesso tempo Ed Miliband, leader dei laburisti, dovrà inevitabilmente prendere in considerazione un accordo post-elettorale con la Sturgeon.